ROMA – Ritengo giusto esigere che gli studenti e le loro famiglie abbiano nei confronti dell’istituzione scolastica e di tutte le sue componenti un atteggiamento di rispetto; ho già dichiarato, e voglio ribadirlo in quest’Aula, che è mia ferma intenzione verificare e valutare con tutti gli organi competenti, la possibilità che il Ministero si costituisca parte civile nei procedimenti penali che abbiano ad oggetto episodi di violenza o anche di semplice minaccia posti in essere da studenti – o dai loro genitori/parenti – nei confronti di tutto il personale della scuola”. Lo ha detto al question time il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti rispondendo ad una interrogazione dell’on Rossano Sasso (Lega) e di altri parlamentari. Sasso ha detto che solo nel 2018 sono state 33 le aggressioni ai docenti denunciate.
“Ritengo che debbano essere ulteriormente valorizzati gli strumenti, già previsti dalla legislazione vigente, idonei a prevenire e contrastare atteggiamenti violenti all’interno della comunità scolastica. Come noto, gli atti di aggressione fisica e morale nei confronti del personale della scuola da parte degli studenti rientrano nella valutazione del loro comportamento e sono sanzionati, sotto il profilo disciplinare, secondo quanto previsto dai regolamenti delle istituzioni”, ha proseguito Bussetti. Più in particolare, il ministro ha ricordato quanto previsto dal regolamento relativamente al Patto educativo di corresponsabilità, la cui sottoscrizione è richiesta, da parte dei genitori e degli studenti, contestualmente all’iscrizione alla singola istituzione scolastica.
