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Moby-Tirrenia, oggi si discute l’istanza di fallimento

Michele Giuliano

Moby-Tirrenia, oggi si discute l’istanza di fallimento

giovedì 03 Ottobre 2019 - 00:00
Moby-Tirrenia, oggi si discute l’istanza di fallimento

Prevista per oggi al Tribunale di Milano l’udienza davanti al presidente della sezione fallimentare. Gli hedge fund, che hanno comprato gran parte del bond da 300 milioni sul mercato secondario, negli ultimi mesi a prezzi stracciati, temono che la società non onori la scadenza di pagamento degli interessi il prossimo anno. Sotto accusa la vendita di due navi di recente costruzione per acquistare due imbarcazioni di vent’anni più vecchie

PALERMO – Oggi al tribunale di Milano sarà esaminata l’istanza di fallimento della compagnia di navigazione italiana Moby-Tirrenia. Si tratta di una “procedura urgente dopo la richiesta dei Fondi internazionali che vogliono evitare la vendita di altre navi che metterebbe a rischio il patrimonio di Moby e Tirrenia e quindi non garantirebbe più gli stessi investitori internazionali”.

A diffondere la notizia è Mauro Pili, leader del movimento sardo Unidos, che sta conducendo una battaglia contro i contributi di Stato al gruppo Onorato e che nei giorni scorsi aveva informato di aver denunciato la vendita di due traghetti nuovi di Moby in cambio di due più vecchi.

Secondo qualcuno questa manovra sarebbe proprio legata al paventato fallimento, sempre però negato dai vertici societari. Certo è che ci sono tanti indizi che porterebbero a pensare che questo colosso della navigazione, che fece la sua comparsa “trionfalmente” l’estate scorsa in Sicilia, navighi nel vero senza della parola in brutte acque.

Il gruppo Onorato Armatori, che ingloba Moby, Tirrenia e Toremar, si era presentato in Sicilia quasi come fossero eroi. Il presidente Vincenzo Onorato aveva infatti sottolineato che il loro “ingresso sulle rotte merci con la Sicilia” aveva tolto un monopolio riuscendo a resuscitare addirittura decine di piccoli trasportatori locali che erano ormai sull’orlo del fallimento. Parole dette in occasione del varo del nuovo ro-ro Maria Grazia Onorato, nave che ha operato per Tirrenia trasportando tir proprio tra Genova, Livorno e Catania.

Oggi però la situazione sembra davvero difficile. Sull’attacco da parte dei fondi di investimento lo stesso patron di Moby era intervenuto per ribadire la solidità del gruppo che sarebbe stato sotto pressioni da parte di fondi speculativi e per il quale si dichiarava fiducioso nell’operato della magistratura: “Onorato Armatori – era stato detto – è sotto attacco da parte di fondi speculativi, con sede in paradisi fiscali, che mirano ad attaccare il patrimonio dell’azienda il cui valore supera il miliardo di euro. La Compagnia è sana e solida e, come già comunicato agli investitori, i conti di quest’anno mostrano pressoché il raddoppio dei risultati dello scorso anno”.

Certo è che la notizia di pochi giorni fa non sembra confermare questa positività. Moby e Dfds, gruppo danese, hanno annunciato la firma di un accordo per cui la stessa Moby cederà i suoi traghetti più moderni, Moby Aki (2005) e Moby Wonder (2001) in cambio delle due navi ro-pax più datate King Seaways (1987) e Princess Seaways (1986).

Secondo quanto si apprende, Moby spiega che queste due navi acquisite rimarranno fino a gennaio e febbraio del 2020 nella disponibilità della compagnia di navigazione danese in base a noleggio. Le navi Moby, invece lasceranno le acque italiane già in autunno.

“Tutta l’operazione – spiega sempre Moby – verrà formalizzata nella seconda metà di ottobre e la cessione delle navi genererà una significativa plusvalenza nell’esercizio 2019 senza impattare sul livello di servizio offerto”.

Ma se la società è in salute perché questa operazione? Al momento non si hanno oltretutto informazioni su quali tratte effettuate da Moby verranno impiegati i traghetti acquisti dal gruppo danese. “L’acqua alla gola sale vertiginosamente – dichiara Pili sul sito web di Unidos e su change.org – e bisogna svendere prima della resa dei conti di fine anno. Tutto come avevo preannunciato e denunciato”.

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