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Mondello, Schifani spiagge a bando

Mondello, Schifani spiagge a bando
La spiaggia di Mondello

Rotto l’oligopolio

Finalmente in Italia c’è stato un presidente della Regione, Renato Schifani, che ha avuto il coraggio politico di rompere un formidabile oligopolio, relativo alle concessioni delle spiagge per l’esercizio della balneazione.

Dopo valutazioni, il presidente della Regione ha emesso un atto con cui viene revocata la concessione della spiaggia di Mondello a chi la deteneva da oltre cent’anni, per metterla sul mercato all’asta pubblica.

Cosicché, finalmente c’è un primo segnale che dovrebbe essere seguito dai presidenti di tutte le Regioni d’Italia e cioè quello di non rinnovare più automaticamente le concessioni e di mettere le spiagge all’asta.

Concessioni balneari storiche: canoni da 150 milioni a fronte di ricavi miliardari

Sappiamo che il tema trattato è ostico e indigesto agli attuali concessionari, i quali pongono una serie di lamentazioni. La prima è che ormai essi usufruiscono tradizionalmente dell’esercizio delle spiagge e cambiare non è cosa buona e giusta. Ma intanto i concessionari pagano all’incirca canoni per centocinquanta milioni, mentre i loro ricavi sono miliardari. Insomma, una rendita di posizione.

La seconda lamentazione riguarda gli investimenti (giusti) che sono stati fatti su quei territori e che, in conseguenza della perdita della concessione, non sarebbero ristorati. Su questa lamentazione le Regioni concedenti dovrebbero prendere in esame il giusto compenso, tenuto conto, però, che il valore degli investimenti è stato parzialmente o totalmente ammortizzato nei diversi esercizi di utilizzo. Ma la parte non ammortizzata dovrebbe essere compensata. Come? Semplice: quando un territorio da adibire a spiaggia viene messo all’asta, nel bando si dovrebbe inserita la cifra da pagare al concessionario uscente, ripetiamo, per quella parte di investimenti non ancora ammortizzata.

Avviamento e indennizzi: come risolvere le lamentazioni dei concessionari uscenti

Eliminata così la seconda lamentazione, se ne presenta una terza e cioè la perdita dell’avviamento di decenni di attività. è noto che l’avviamento ha un valore economico, ma anche in questo caso la soluzione c’è ed è analoga a quella precedente, cioè l’Ente concedente dovrebbe fare periziare e determinare il valore dell’avviamento da inserire nel bando come risarcimento al concessionario uscente.

Vi sono altre lamentazioni di minore rilievo, che non vale la pena prendere in considerazione perché sono spesso strumentali e nascondono la verità: i concessionari storici hanno trovato un modo per guadagnare molto e non ci vogliono rinunziare. è umano, ma non è legittimo, né equo.

Poi, chi impedisce al concessionario uscente di partecipare alla nuova asta e, se ha le armi adatte, vincerla e ridiventare concessionario? Naturalmente in questo caso il costo sarebbe aumentato e adeguato al nuovo costo dell’attività.

La violazione della direttiva Ue e il ruolo delle lobby: perché lo stallo è diventato intollerabile

Da quanto precede, si evince come il proseguire lo stallo esistente – in palese violazione della legge dell’Unione europea, che obbliga la messa al bando di tutti i siti pubblici – è diventato intollerabile. Male fanno quei leader dei partiti di Governo che continuano a proteggere chi utilizza indebitamente questi privilegi.

Si sa che il nostro Paese è asfissiato dai gruppi di potere e dalle lobby, cioè da chi esercita continuamente privilegi che vanno contro gli interessi delle cittadine e dei cittadini. E le nostre istituzioni sono spesso deboli e incapaci di resistere alla bramosia dei privilegiati.

Il segnale nazionale di Schifani: interesse generale contro i privilegi particolari

Cosicché, il presidente Schifani ha dato un segnale nazionale e ci permettiamo di lodarlo non tanto per la lunga conoscenza, bensì perché l’atto compiuto è di per sé un input positivo per avviare un cambiamento indispensabile al fine di alimentare le casse degli Enti concedenti, che hanno bisogno di ulteriori entrate per fare fronte alle esigenze della Comunità amministrata, soprattutto nei confronti dei più deboli e meno agiati.

Abbiamo voluto dedicare lo spazio di questa nota a una questione che è simbolica, ma reale, di cui tutti nel nostro Paese dovrebbero seguire l’etica di equilibrio e buonsenso, facendo prevalere sempre l’interesse generale su quello particolare.

Per far questo occorrono responsabili delle istituzioni dotati dei necessari attribuiti mentali, che resistano alle tentazioni. Ma, come scrisse Oscar Wilde: “Posso resistere a tutto, tranne che alle tentazioni”.