Bankitalia al Governo “Più spesa e meno tasse non è sviluppo” - QdS

Bankitalia al Governo “Più spesa e meno tasse non è sviluppo”

Patrizia Penna

Bankitalia al Governo “Più spesa e meno tasse non è sviluppo”

mercoledì 29 Luglio 2020 - 00:00
Bankitalia al Governo “Più spesa e meno tasse non è sviluppo”

Ieri l’audizione in Parlamento di Fabrizio Balassone, capo del servizio struttura economica. Bacchettata sul Reddito di cittadinanza: “Intervenire in situazioni di maggior bisogno”

ROMA – Il monito arriva persino dalla Banca d’Italia: i fondi messi a disposizione dall’Europa per le riforme attraverso il Recovery fund dovranno essere impiegati in maniera efficiente altrimenti “i problemi saranno accentuati, non alleviati”. Fabrizio Balassone, capo del servizio struttura economica della Banca d’Italia è stato audito ieri in Parlamento sul Pnr (Piano nazionale di Riforma), aggiungendo che per l’attuazione delle riforme saranno necessari fondi “estremamente rilevanti”.

“Per il Paese – ha aggiunto – inizia un percorso tutt’altro che agevole per redigere progetti lungimiranti e dettagliati, da attuare senza inefficienze. Il Pnr è un documento estremamente dettagliato, con una lista di priorità. La sfida che attende il Governo e il Parlamento è di dare contenuto agli interventi, garantendo rapidità”.

“Le linee di intervento tracciate nel Pnr – ha spiegato Balassone – sono coerenti con le principali debolezze strutturali del Paese, individuano obiettivi da tempo al centro del dibattito di politica economica. La lista degli interventi è lunga, non sempre i dettagli forniti sono tali da consentire la formulazione di un giudizio compiuto. L’impegno finanziario non è quantificato, ma sarà inevitabilmente estremamente rilevante, sarà cruciale impiegare le risorse in maniera efficace”.

“RDC, MODIFICARE I CRITERI DI DETERMINAZIONE DEI BENEFICIARI”

E a proposito di impiego efficace delle risorse, la Banca d’Italia rivolge al Governo un invito, cioè quello di modificare i criteri di determinazione dei beneficiari del Reddito di cittadinanza: “Il Pnr – ha spiegato Balassone – si sofferma sulle importanti innovazioni intervenute dal 2019 nell’ambito delle politiche di contrasto alla povertà con l’introduzione del reddito di cittadinanza. Il documento enfatizza la necessità di rafforzare la componente di inclusione attiva; sarebbe altrettanto importante valutare alcune modifiche ai criteri di determinazione dei beneficiarie di calcolo del beneficio per rendere la misura più efficace nell’intervenire nelle situazioni di maggior bisogno”.

“PIÙ SPESA E MENO TASSE NON DANNO AUTOMATICAMENTE CRESCITA”

Oltre che sul fronte della spesa, un’altra bacchettata arriva dalla Banca d’Italia sulle tasse. Se da un lato è vero che le misure messe in campo dal Governo Conte per contrastare la crisi provocata dal Coronavirus, si stima avranno un impatto del 6% sul Pil, dall’altro è altrettanto vero che “incrementi di spesa e riduzioni di imposte non possano automaticamente tradursi in una crescita economica sostenuta e duratura senza un impegno continuo per il miglioramento della qualità dell’azione pubblica”.

“PIL, NEL 2020 -9,5%. CON SVILUPPI NEGATIVI -13%

A proposito di Pil, Balassone ha spiegato nel corso dell’audizione che allo stato attuale si prefigura una caduta del Pil del 9,5% nella media del 2020, dovuta alla contrazione in primavera, e una ripresa parziale nel biennio successivo (+4,8% nel 2021 e +2,4% nel 2022).
“In uno scenario più sfavorevole – ha proseguito – se ci saranno cioè sviluppi negativi sul fronte epidemiologico, il Pil italiano potrebbe contrarsi di oltre il 13% nel 2020 e recuperare in misura più contenuta nel 2021. In questi scenari non sono considerati gli ulteriori interventi possibili con lo scostamento di bilancio proposto dal Governo e con le risorse anticrisi definite in sede europea (Next Generation Eu)”.

“SOSTEGNO ALL’OCCUPAZIONE FEMMINILE, SERVONO SERVIZI PER L’INFANZIA DI QUALITÀ”

Infine, l’occupazione: “Gli sgravi contributivi all’occupazione femminile possono rappresentare un immediato strumento di stimolo alla domanda di lavoro delle donne”, ha specificato il capo del servizio Struttura economica della Banca d’Italia, tuttavia interventi categoriali possono avere effetti distorsivi, spingendo le imprese a prediligere l’assunzione dei lavoratori appartenenti ai gruppi socio-demografici incentivati a scapito degli altri; gli effetti sull’espansione dei livelli occupazionali complessivi sono pertanto incerti”.
Per Balassone “oltre che dalle condivisibili norme volte a favorire la flessibilità oraria e la parità di genere, l’occupazione femminile può essere sostenuta anche con l’offerta diffusa di servizi per l’infanzia di qualità e con una struttura della tassazione e dei trasferimenti per i lavoratori con carichi familiari che non disincentivi la partecipazione del secondo percettore di reddito, tipicamente la donna”.

Twitter: @PatriziaPenna

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