Morte Vialli, dalla Cremonese allo scudetto con la Samp e la Champions con la Juve: la straordinaria carriera - QdS

Morte Vialli, dalla Cremonese allo scudetto con la Samp e la Champions con la Juve: la straordinaria carriera

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Morte Vialli, dalla Cremonese allo scudetto con la Samp e la Champions con la Juve: la straordinaria carriera

venerdì 06 Gennaio 2023 - 11:05

Ha percorso una straordinaria carriera da calciatore, poi da allenatore e infine da figura preziosissima nei ranghi della Nazionale italiana

Gianluca Vialli ha percorso una straordinaria carriera da calciatore, poi da allenatore e infine da figura preziosissima all’interno della Nazionale italiana, al fianco del “gemello” Roberto Mancini.

Dai campi dell’oratorio alla Cremonese

Tira i suoi primi calci all’oratorio di Cristo Re, al villaggio Po della sua città nativa, quindi entra nel vivaio del Pizzighettone; a causa di un intoppo burocratico non può militare nella squadra Giovanissimi biancazzurra e poi il suo cartellino viene acquistato per mezzo milione di lire dalla Cremonese dove prosegue l’attività giovanile. La prima squadra lombarda, all’epoca affidata a Guido Vincenzi, lo lancia tra i professionisti nella stagione 1980-1981, in cui ottiene 2 presenze nel campionato di Serie C1. Il debutto in Serie B il 27 settembre 1981, in una gara persa 0-3 con la Sambenedettese. Nei quattro campionati con la maglia grigiorossa riporta 105 presenze e 23 gol, imponendosi all’attenzione degli addetti ai lavori nella stagione 1983-1984 quando, pur impiegato dall’allenatore Emiliano Mondonico come tornante di fascia, riesce a mettere a referto 10 gol che lo fanno emergere tra i protagonisti di una Cremonese che, dopo 54 stagioni, ottiene la promozione in Serie A.

Il passaggio alla Samp e lo scudetto nella stagione 1990-91

Nell’estate del 1984 passa alla Sampdoria. Esordisce in Serie A il successivo 16 settembre, proprio contro la sua ex squadra. Tre mesi più tardi segna il primo gol, dando i due punti alla squadra contro l’Avellino. Al termine della stagione si aggiudica la Coppa Italia, primo trofeo della storia blucerchiata, segnando al Milan nella finale di ritorno. La vittoria della coppa gli permette, nell’annata 1985-1986, di esordire nelle competizioni europee facendo registrare 4 apparizioni in Coppa delle Coppe. Nel primo biennio sotto la Lanterna il giocatore offre un rendimento discontinuo anche a causa dei dubbi circa la sua posizione in campo, con l’allenatore Eugenio Bersellini il quale lo alterna tra la fascia e l’area di rigore, senza riuscire a risolvere l’impasse. La svolta arriva nell’estate 1986 quando sulla panchina doriana si siede Vujadin Boškov, il quale, replicando quanto già fatto da Azeglio Vicini nella nazionale giovanile, anche in blucerchiato avanza stabilmente Vialli a prima punta, in pratica invertendone i ruoli con il compagno di reparto Roberto Mancini: l’intesa tra i due sboccia repentinamente, divenendo il tandem-simbolo dell’epoca più luminosa del club.

La finale di Coppa Campioni persa col Barcellona

Con Mancio a rifinire alle sue spalle, a partire dalla stagione 1986-1987 Vialli si afferma definitivamente tra i migliori attaccanti della sua generazione. Contribuisce alla conquista di altre due Coppe Italia nelle annate 1987-1988 (con un gol al Torino nella finale di andata) e 1988-1989. Nell’annata 1989-1990 è protagonista della vittoria doriana in Coppa delle Coppe: si laurea capocannoniere della competizione con 7 reti, due delle quali realizzate nella finale di Göteborg contro l’Anderlecht. Nella stagione 1990-1991 arriva infine l’agognato Scudetto, il primo e fin qui unico nella storia del club ligure: l’apporto sottorete di Vialli è determinante, tant’è che il numero nove blucerchiato si laurea anche capocannoniere del campionato con 19 realizzazioni. Nel 1992 disputa invece la sua prima finale di Coppa dei Campioni, persa a Wembley 1-0 contro il Barcellona.

Inizia l’avventura alla Juve tra scudetti e Coppe

Al termine della stagione 1991-1992, Vialli si trasferisce dalla Juventus. L’esperienza torinese di Vialli si rivela divisa in due nette e diverse fasi. Nel biennio iniziale, agli ordini di Giovanni Trapattoni, pur vincendo la Coppa Uefa 1992-1993 l’attaccante accusa qualche difficoltà di ambientamento a cui si sommano numerosi infortuni ed equivoci tattici sulla posizione in campo. Dalla stagione 1994-1995, rigenerato fisicamente e mentalmente dal nuovo tecnico Marcello Lippi il quale ne fa il fulcro dell’attacco bianconero, Vialli emerge invece come il leader della formazione torinese, complice la lunga lontananza dai campi in cui incappa l’infortunato Roberto Baggio; al termine dell’annata conquista il secondo Scudetto e la quarta Coppa Italia della propria carriera. Nell’annata 1995-1996, la sua quarta e ultima in maglia bianconera, giostrando nell’ormai consolidato trio offensivo con Del Piero e Ravanelli, Vialli trascina i compagni di squadra ai trionfi in Supercoppa italiana, ultimo trofeo nazionale che ancora mancava alla bacheca juventina, e soprattutto in Champions League: proprio la vittoriosa finale di Roma contro l’Ajax è la sua ultima apparizione per il club torinese, con cui ha disputato 145 partite e segnato 53 reti.

L’approdo in Inghilterra al Chelsea: giocatore e allenatore

Nella stagione 1996-1997 approda in Inghilterra, abbracciando la causa di un ambizioso Chelsea in cerca di rilancio dopo decenni di anonimato, e che onde perseguire l’obiettivo ha arruolato una nutrita pattuglia italiana che vede anche Roberto Di Matteo e Gianfranco Zola. Dopo la vittoria in FA Cup nell’annata d’esordio, un’affermazione a suo modo storica poiché il primo, importante trofeo in casa Blues da oltre un quarto di secolo a quella parte, in quella seguente l’avventura londinese di Vialli pare destinata a concludersi precocemente, per via degli ormai pessimi rapporti con il player manager Ruud Gullit; tuttavia nel febbraio 1998, con una mossa a sorpresa, il presidente del club Ken Bates promuove proprio l’italiano nel doppio ruolo, al posto del dimissionario olandese. In queste vesti, e facendo presto ricredere i più, guida i compagni di squadra a un glorioso finale di stagione grazie alle affermazioni in Football League Cup e in Coppa delle Coppe. Nell’annata 1998-1999 arriva la vittoria da underdog in Supercoppa contro il blasonato Real Madrid nonché un ottimo rendimento in campionato, dove perde solamente tre partite, non potendo tuttavia competere realisticamente contro un Manchester Utd artefice di uno storico treble; globalmente positiva anche la difesa della Coppa delle Coppe, pur arrendendosi in semifinale alla rivelazione Maiorca, poi battuto in finale dalla Lazio dell’altro «gemello del gol» di sampdoriana memoria, Mancini. Ritiratosi dal calcio giocato al termine di questa stagione, da qui in avanti ricopre la sola carica di tecnico dei londinesi.

Nel 2000 l’esonero, al suo posto Claudio Ranieri

Nel settembre 2000 arriva l’esonero e la sostituzione con Claudio Ranieri. Il 3 maggio 2001 accetta la proposta del Watford, squadra della First Division inglese. Nonostante i grandi e costosi cambiamenti che effettua nel club di Elton John, non ottiene che un quattordicesimo posto in campionato e viene licenziato il 15 giugno 2002, dopo solo una stagione. La stagione alla guida degli Hornets è l’ultima della sua breve esperienza da allenatore: nel quindicennio seguente si dedica prettamente alla carriera televisiva di opinionista e analista calcistico.

Nel novembre 2019 entra nei ranghi della Figc

Dal novembre 2019 entra nei ranghi della Figc come capo delegazione della nazionale italiana, allenata dall’ex compagno Roberto Mancini. Con questo ruolo — ufficialmente da dirigente, ufficiosamente da consigliere e factotum per l’amico fraterno Mancini e per gli altri elementi del gruppo azzurro nell’estate 2021 prende parte alla vittoriosa spedizione italiana al campionato d’Europa 2020, distinguendosi come trascinatore e figura di spicco dello spogliatoio.

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