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Mose, TAV e rischio corruzione: se le altre grandi opere si fanno, perché il Ponte no?

La vicenda dei presunti episodi di corruzione legati ad alcuni soggetti coinvolti nella realizzazione del Ponte sullo Stretto è, secondo il direttore del Quotidiano di Sicilia Carlo Alberto Tregua, “stomachevole” e merita il massimo rigore da parte della magistratura. Tuttavia, tali fatti non possono trasformarsi in un motivo per fermare un’opera strategica per la Sicilia e per il Paese.

Tregua sottolinea come, anche in passato, grandi infrastrutture nazionali quali il Mose e la Tav siano state interessate da inchieste e casi di corruzione, senza che questo ne determinasse l’abbandono. Le eventuali responsabilità individuali devono essere perseguite, ma il percorso dell’opera deve proseguire nel rispetto della legalità, della trasparenza e dei controlli previsti.