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Da Persefone a Sant’Agata, un’indagine visiva e simbolica sull’archetipo femminile

Da Persefone a Sant’Agata, un’indagine visiva e simbolica sull’archetipo femminile

“Fimmini di Fora-Viste di Intra”: sabato a Catania si inaugura la mostra di Arianna D’Urso.

CATANIA – Andrà in scena sabato a Palazzo della Cultura l’inaugurazione di “Fimmini di Fora – Viste di Intra”, mostra personale dell’artista Arianna D’Urso. Il progetto nasce come un’indagine visiva e simbolica sul femminile archetipico, inteso non come identità definita, ma come forza originaria, soglia e memoria collettiva.

L’esposizione sarà visitabile, a ingresso gratuito, fino al 13 aprile. Attraverso un linguaggio pittorico che intreccia simbolismo contemporaneo, espressionismo figurativo e visione esoterica, l’artista costruisce un percorso immersivo in cui il volto diventa icona e presenza, luogo di attraversamento tra visibile e invisibile. Radicata nella cultura siciliana, la mostra rielabora figure del mito, della storia e del folklore catanese, restituendo loro una nuova centralità e liberandole da stereotipi e narrazioni limitanti. Tra le diverse presenze evocate figurano: Persefone, Sant’Agata, Angelina Mioccio, intese come forza primordiale e simbolo generativo.

La mostra “Fimmini di Fora – Viste di Intra” di Arianna D’Urso

Ogni opera si configura come una soglia: un’immagine che non descrive, ma evoca. Il colore agisce, la materia trattiene memoria, lo sguardo attraversa. A rafforzare la dimensione narrativa del progetto, la mostra si estende oltre la pittura attraverso dei racconti originali, realizzati in collaborazione con lo scrittore esoterico messinese, che accompagnano il visitatore in un’esperienza immersiva tra parola e immagine. “Fimmini di Fora – Viste di Intra” è un attraversamento: un invito a entrare in uno spazio in cui il femminile non viene spiegato, ma vissuto. Un atto di restituzione e trasformazione, in cui la marginalità si fa centro, il silenzio diventa presenza e la fragilità si rivela forza. Arianna D’Urso sviluppa una ricerca pittorica incentrata sulla costruzione di un immaginario simbolico e identitario.

La sua pratica nasce dall’esigenza di dare forma a ciò che non ha voce, costruendo un linguaggio visivo coerente in cui ogni immagine diventa presenza. Il suo lavoro si muove tra pittura, narrazione e costruzione estetica, con una particolare attenzione al dettaglio, alla percezione e alla dimensione evocativa dell’immagine.

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