Movida a Palermo, ordinanze sospese ma Orlando non si arrende - QdS

Movida a Palermo, ordinanze sospese ma Orlando non si arrende

Gaspare Ingargiola

Movida a Palermo, ordinanze sospese ma Orlando non si arrende

sabato 10 Luglio 2021 - 00:03

Dal Tar è arrivato lo stop ai due provvedimenti emessi per regolamentare l’attività dei locali notturni. Il sindaco adesso spera nell’udienza collegiale fissata per il 21 luglio

PALERMO – Il Tar ha sospeso le due ordinanze sindacali con cui il Comune aveva imposto la chiusura dei locali di notte e una serie di divieti sul consumo di cibo e bevande.

I titolari di pub ed esercizi commerciali si erano sentiti danneggiati da queste decisioni e avevano presentato ricorso, che il collegio presieduto da Nicola Maisano ha accolto sottolineando come “il provvedimento impugnato introduce significative limitazioni allo svolgimento di attività che godono di copertura costituzionale – libertà individuale e libertà di attività economica – in deroga alle disposizioni normative primarie, ed a tutela di interessi che, per quanto meritevoli, appaiono privi del requisito di contingibilità”. Pertanto, “lo strumento utilizzato dal Comune di Palermo […] non appare, in linea di principio, adeguato alla tutela dell’interesse che ha determinato l’adozione del provvedimento impugnato, che non ha, si ripete, carattere contingibile”.

Ma cosa stabilivano le due ordinanze? La prima, la n. 92 dell’11 giugno, prescriveva, dal venerdì alla domenica e fino al 31 luglio, dalle 21 alle 7 del mattino, “il divieto assoluto di somministrare e vendere per asporto bevande di qualsiasi natura in bottiglie di vetro o altri materiali il cui utilizzo improprio risulta idoneo a minacciare la incolumità personale, anche dispensate dai distributori automatici. La somministrazione deve avvenire in bicchieri di carta”. Divieto esteso anche alle aree pubbliche e aperte al pubblico: “La somministrazione e la conseguente consumazione di bevande di ogni tipo in contenitori di vetro o di ogni altro materiale” erano consentite soltanto “se il consumo avvenga all’interno dei locali e delle aree del pubblico esercizio o nelle aree pubbliche esterne, di pertinenza dell’attività”.

L’obiettivo, “a seguito della graduale riapertura post lockdown degli esercizi commerciali e dei pubblici esercizi, comprese le attività artigianali con asporto in diverse zone della città e, più specificatamente, nelle zone della cosiddetta movida”, era contrastare “i fenomeni di importante concentrazione di cittadini che, inevitabilmente, sfociano nel disturbo del riposo e della tranquillità e, in taluni casi, possono creare fenomeni di turbativa dell’ordine pubblico”, come “l’abbandono su suolo pubblico dopo l’uso di contenitori di bevande in vetro, metallo e/o in contenitori rigidi in plastica o similari, che spesso finiscono per essere rotti e lasciati sparsi sul suolo”.

Il provvedimento, però, è rimasto pressoché inosservato: “Si continuano a registrare fattori di forte criticità, sia dal punto di vista dei fenomeni di degrado urbano e danneggiamenti del patrimonio culturale, sia per problemi di ordine e sicurezza pubblica”. E così, dopo un vertice del Comitato Provinciale dell’Ordine e Sicurezza Pubblica (il 22 giugno), il sindaco Leoluca Orlando ha emanato una seconda ordinanza, la n. 101 del 26 giugno, che, oltre a confermare le restrizioni sull’utilizzo delle bottiglie di vetro e metallo, ha imposto nuovi paletti al divertimento notturno: fino al 31 luglio divieto assoluto di vendere per asporto cibi e bevande di qualsiasi natura dopo l’una dal venerdì alla domenica e dopo mezzanotte e mezza nei giorni feriali; e divieto di consumo di cibi e bevande all’aperto nonché la chiusura di tutti gli esercizi commerciali e dei pubblici esercizi autorizzati alla vendita di cibi e bevande dopo l’una e mezza nei weekend e dopo l’una nel resto della settimana.

“La sospensiva da parte del Tar – ha attaccato il presidente della VI Commissione Ottavio Zacco, consigliere comunale di Sicilia Futura-Italia Viva – della scellerata ordinanza emanata dal sindaco come contrasto alla movida selvaggia è un ulteriore segnale della deriva politico-amministrativa che sta attraversando la nostra città. Un’amministrazione che, malgrado la lunga e nefasta crisi che ha colpito il settore della ristorazione e della movida, continua ad emanare provvedimenti vessatori nei riguardi di un intero comparto. Ho contestato sin dalla sua pubblicazione l’ennesima infelice ordinanza emessa dal sindaco, facendomi promotore in sinergia con alcuni esercenti della presentazione del ricorso al Tar contro questo ennesimo provvedimento oppressivo nei confronti di tutti i gestori dei locali che lavorano nel rispetto delle regole, provvedimento che tra l’altro ha prodotto solo il triste effetto di far prolificare il fenomeno dell’abusivismo”.

L’Amministrazione però non si arrende e spera nell’udienza collegiale del 21 luglio: “Appreso – si legge in una nota di Palazzo delle Aquile – del provvedimento di sospensione cautelare emesso dal Tar per quanto riguarda l’ordinanza sindacale sulla regolamentazione della movida, il sindaco Orlando ha chiesto chiarimenti all’Avvocatura comunale, che ha informato che il provvedimento è stato adottato in assenza di contraddittorio con l’Amministrazione comunale”.

L’udienza è stata fissata al 21 luglio, “sede nella quale – ha affermato Orlando – il Comune potrà far sentire i propri argomenti relativi a un atto adottato in stretto raccordo con il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza”.

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