Milano, 3 apr. (askanews) – Anche il proxy advisor Glass Lewis, dopo ISS, ha raccomandato agli azionisti di Mps di votare la lista del cda all’assemblea del 15 aprile chiamata a rinnovare il board della banca. Il consiglio agli investitori istituzionali, che nel Monte pesano per oltre la metà del capitale, è di sostenere sia il candidato Ceo Fabrizio Palermo sia l’attuale presidente Nicola Maione, a differenza della raccomandazione di Iss che consigliava di votare contro la riconferma di ques’ultimo.
Pur in una situazione “non priva di criticità”, la lista presentata dal cda uscente, sottolinea Glass Lewis nel suo report, appare “meglio posizionata per offrire una cornice di governance bilanciata e stabile durante un periodo di transizione strategica”. Promosso Palermo come candidato per la carica di AD, “un profilo con un’esperienza che appare rilevante nel contesto dell’attuale fase strategica della società – spiega -. In particolare, il suo background include l’esperienza in operazioni complesse e contesti istituzionali, che possono supportare l’esecuzione del progetto di integrazione con Mediobanca”. Di contro, ISS rilevava come Palermo non possedesse “un’esperienza manageriale diretta all’interno di un istituto bancario paragonabile a Mps, tanto meno considerando l’imminente integrazione con Piazzetta Cuccia”. Secondo Glass Lewis, invece, proprio il suo non coinvolgimento nell’operazione Mediobanca, indagine compresa, “rappresenta un vantaggio piuttosto che una carenza, offrendo un certo grado di distacco da tali questioni”.
Entrambi i proxy sono d’accordo sulla bocciatura, nella successiva votazione sui singoli candidati, di Alessandro Caltagirone (figlio dell’azionista Francesco Gaetano Caltagirone), Elena De Simone (manager espressione del gruppo Caltagirone) e del presidente del comitato nomine, Domenico Lombardi. A tal proposito, Glass Lewis rileva come “l’operato del comitato può essere legittimamente messo in discussione dagli azionisti” e “le carenze in termini di chiarezza e trasparenza riscontrate durante l’intero processo (di formazione della lista, ndr) giustifichino una raccomandazione contraria al candidato Lombardi”. Secondo il proxy, la comunicazione e la divulgazione da parte della società dell’elenco dei candidati “sono apparse significativamente insolite rispetto alla prassi di mercato consolidata nel settore”. Anche ISS, nel consigliare di votare contro la rielezione di Maione e di Lombardi, aveva sottolineato come il processo che ha portato alla lista proposta dal cda sollevasse “preoccupazioni sostanziali, in particolare in merito alla trasparenza, alla pianificazione della successione e alla responsabilità complessiva”.
Luigi Lovaglio, che si candida a guidare nuovamente la banca con la lista presentata dal socio Plt (Tortora), pur avendo un profilo “credibile” per il ruolo di Ceo, “in una fase delicata per la banca – sottolinea Glass Lewis -, potrebbe introdurre ulteriore incertezza in termini di continuità e attuazione della governance”, considerato che la decisione di non includerlo nella lista del cda era stata sostenuta da un’ampia maggioranza del consiglio uscente. Più in generale, spiega il proxy, la lista di Plt presenta un tale livello di ricambio nel cda che “nel contesto di una fase strategica in corso e ad alta intensità operativa, che include l’integrazione di Mediobanca, potrebbe introdurre un maggiore grado di perturbazione e rischio di esecuzione”.
Nonostante la strada appaia ora più in salita dopo il parere dei due proxy, Pierluigi Tortora, numero uno della holding Plt, in un’intervista pubblicata oggi su Milano Finanza, si è detto comunque fiducioso. “Credo che il mercato possa premiare la bontà della lista, la trasparenza, la coerenza a un progetto sul quale il mercato e non solo si è già espresso – ha detto -. Secondo me con il 20-22% ce la giochiamo”. E ha svelato il retroscena della formazione della lista: “E’ stato fatto tutto in pochi giorni: dovevo andare a Dubai a inizio marzo per seguire il nostro cantiere immobiliare ma ci hanno cancellato i voli per la guerra. Allora ho ragionato un po’ e mi sono detto: ‘Ma perché non proviamo a pensare a una lista aperta al mercato?’. Così è nata. In pochi giorni l’abbiamo pensata e contattato i candidati. Abbiamo fatto la matrice delle competenze e poi ho incontrato Lovaglio, venerdì 20 e ci siamo chiesti: ‘Ce la sentiamo?’. Abbiamo lavorato tutto il venerdì sera, e sabato 21 abbiamo depositato la lista”.
Salvo ulteriori sorprese, l’attenzione ora è tutta per il 15 aprile, quando a Siena si riuniranno in presenza i soci. I fondi saranno decisivi. Secondo le attese, al voto non dovrebbe partecipare il Mef, titolare del 4,8%, mentre resta incerta la posizione di Delfin, primo socio della banca con il 17,5%, e di Banco Bpm (3,7%).

