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Muos, la marina militare americana chiede di effettuare altri lavori alla base: “Nuove erosioni nei mesi scorsi”

Muos, la marina militare americana chiede di effettuare altri lavori alla base: “Nuove erosioni nei mesi scorsi”
Muos

Ancora una volta si tratta di manutenzione straordinaria nei pressi del piazzale che ospita le tre antenne satellitari utilizzate dagli Stati Uniti per comunicazioni in campo militare

I lavori autorizzati l’anno scorso per mettere in sicurezza la base che ospita il Muos, a Niscemi, non bastano. Serve integrarli con ulteriori interventi. A dirlo è la Marina militare statunitense che ha da poco presentato alla Regione la documentazione per chiedere una valutazione d’incidenza ambientale (Vinca) per un progetto integrativo rispetto a quello già valutato nel 2025 dalla commissione tecnica-specialistica.
Ancora una volta si tratta di manutenzione straordinaria nei pressi del piazzale che ospita le tre antenne satellitari utilizzate dagli Stati Uniti per comunicazioni in campo militare. La necessità di effettuare la Vinca deriva dal fatto che il Muos è stato realizzato nel cuore di una riserva. Una scelta che risale ormai a oltre un decennio fa ma che ha sempre alimentato le proteste di chi non ha accettato di ospitare un’infrastruttura militare straniera, peraltro in un’area sottoposta a tutele ambientali.

Ulteriori erosioni

La notizia del progetto di messa in sicurezza, di cui il Quotidiano di Sicilia aveva già scritto lo scorso anno, è stata ripresa da diverse testate giornalistiche dopo che a gennaio Niscemi è finita al centro dell’attenzione nazionale per la frana che ha fatto venire giù parte del centro abitato.

All’origine della richiesta di integrare le opere nella base militare c’è la pioggia di quei giorni. “La presente relazione ha per oggetto la descrizione delle nuove attività da svolgersi in merito agli interventi di manutenzione straordinaria da eseguire presso l’installazione militare denominata Naval Computer and Telecommunication Station dell’U.S. Naval Air Station Sigonella, resi necessari a valle dei nuovi eventi meteorologici che si sono abbattuti sull’area nei primi mesi iniziali del 2026”, si legge nel documento descrittivo approdato alla Regione.

L’U.S. Naval Air Station di Sigonella spiega che l’intervento approvato l’anno scorso e affidato alla ditta Pizzarotti “prevedeva la riparazione della scarpata dell’area Muos mediante l’impiego di terre rinforzate opportunamente dimensionate” oltre che la sistemazione del piazzale esistente “finalizzata a prevenire l’insorgenza di ulteriori fenomeni erosivi che, oltre a rappresentare un potenziale rischio per la sicurezza dei fruitori, avrebbero potuto comportare un ulteriore impatto sull’area a causa della necessità di successivi interventi manutentivi”.

Tali misure adesso non bastano più in quanto sarebbe “emerso che alcune delle zone già interessate da fenomeni erosivi, evidenziate nel progetto approvato, hanno subito un significativo aggravamento, dando luogo a dissesti e manifestazioni visibili. Contestualmente, si è rilevata la comparsa di nuovi fenomeni erosivi, seppur di entità minore”.

Le richieste alla Regione

Alla luce dei nuovi problemi la marina militare statunitense chiede il via libera a consolidare maggiormente l’infrastruttura.

“Le problematiche si ritiene che siano state generate dalle notevoli piogge ed eventi temporaleschi che si sono verificati nei primi mesi del 2026 – prosegue il documento – L’area oggetto di erosione riveste un ruolo di particolare rilevanza, in quanto individua il punto di appoggio della scarpata di sostegno del piazzale destinato all’area antenne. Tale punto è pertanto chiamato a sostenere non solo i carichi propri, ma contribuisce in maniera determinante alla stabilità complessiva dell’intero piazzale”.

Chiesti nuovi lavori alla Regione Siciliana

La proposta alla Regione prevede nuovi lavori della durata di sei mesi, tenendo conto del contesto ambientale in cui si trova il Muos. “Il programma dei lavori è stato sviluppato in modo da evitare, per quanto possibile, la sovrapposizione delle attività e, quindi, eventuali effetti cumulativi a danno delle specie animali e vegetali presenti nella riserva – viene garantito – Al fine di ridurre l’impatto sull’ecosistema della Sughereta di Niscemi i lavori dovranno essere avviati in funzione dei periodi di accoppiamento e nidificazione delle specie animali presenti, evitando l’inizio delle attività durante il periodo della cova”. In tal senso, se dalla Regione dovesse arrivare l’ok i lavori verrebbero sospesi tra febbraio e maggio.

Prima che la procedura venga sottoposta alla valutazione d’incidenza ambientale bisognerà attendere la scadenza dei termini per la raccolta delle osservazioni da parte del pubblico. Il termine è fissato al 26 giugno.