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Nascono le Consulte pesca e acquacoltura di Coldiretti

Nascono le Consulte pesca e acquacoltura di Coldiretti

Per affrontare in modo sistemico le problematiche del comparto

Roma, 17 set. (askanews) – Affrontare le problematiche che colpiscono la pesca e l’acquacoltura, tra aumento dei costi del gasolio ed effetti dei cambiamenti climatici. E proporre soluzioni efficaci per tutelare il tessuto produttivo e i record di un settore cardine per l’agroalimentare Made in Italy e per l’economia del mare. E’ con questi obiettivi che Coldiretti ha costituito le Consulte per la Pesca e per l’Acquacoltura, con le prime riunioni svoltesi a Roma, nella sede dell’organizzazione. Si tratta di due gruppi di lavoro composti da tutti i referenti regionali pesca e un operatore per ogni regione che lavoreranno per rendere il settore resiliente ma anche più competitivo.

Pesca e acquacoltura, sottolinea Coldiretti, stanno attraversando un momento difficile, con l’innalzamento della temperatura delle acque e l’arrivo di specie aliene invasive a partire dal granchio blu che ha causato gravissimi danni soprattutto alla produzione di vongole, in alcune aree praticamente azzerata. A queste difficoltà si sommano poi le criticità sul fronte economico: i costi crescenti di energia e mangimi, la concorrenza di Paesi extra Ue, da cui arrivano ingenti quantitativi di prodotto a prezzi più bassi, e l’esigenza di rinnovare tecniche produttive e impianti per rendere il settore più sostenibile.

Il settore della pesca conta in Italia circa 12mila imbarcazioni per un giro d’affari complessivo di poco meno di 750 milioni di euro. Secondo l’analisi Coldiretti la top ten delle specie più pescate nei mari italiani è guidata dalle alici, davanti a vongole (sulle quali pesa però il crollo produttivo causato dal granchio blu) e sardine. Al quarto posto ci sono i gamberi bianchi, seguiti da naselli e tonni rossi. Seguono pannocchie, seppie, triglie di fango e polpi.

Anche l’acquacoltura è uno dei fiori all’occhiello dell’agroalimentare Made in Italy con una produzione annuale totale di circa 130 milioni di chili, per valore di mezzo miliardo di euro. La voce più pesante è rappresentata dalle cozze, seguite da trote, vongole, orate e spigole. Ma cresce anche la produzione di ostriche che sta diventando un’eccellenza Made in Italy. Un comparto che potrebbe acquisire un’importanza sempre maggiore considerato che a livello mondiale l’acquacoltura ha superato la pesca di cattura come principale settore di produzione di animali acquatici, secondo dati Fao.