Per Natalia Paragoni la fase finale della seconda gravidanza non è stata facile e la ragione la spiega la stessa influencer 28enne: in un post su Instagram, la giovane madre ha condiviso la storia della diagnosi e della lotta contro il linfoma di Hodgkin, un tumore del sistema linfatico.
Natalia Paragoni e la lotta contro il linfoma di Hodgkin
Con un lungo post su Instagram, l’influencer ha raccontato della diagnosi. Una chiamata arrivata il 27 aprile, quando Natalia era all’ottavo mese di gravidanza: “Mi ha cambiato la vita”, esordisce.
E racconta: “Ero incinta all’ottavo mese, dentro di me cresceva la piccola Beatrice e io avrei dovuto pensare solo alla sua nascita. Invece, una notizia inaspettata ha trasformato quel periodo di attesa e felicità in un tempo di paura, domande e incertezza“. Poi la triste verità: “Mi è stato diagnosticato un linfoma di Hodgkin e, dopo aver dato alla luce Beatrice, ho iniziato il percorso di chemioterapia“.
Della sua esperienza con la malattia Natalia Paragoni parla con grande coraggio: “In questo mese ho provato dolore, paura e ho pianto tantissimo, quando invece avrei dovuto solo gioire. Mi sono fatta mille domande e ci sono stati momenti davvero difficili”, ha rivelato, ringraziando chi le è stato vicino in questo periodo.
“Avevo bisogno di tempo prima di raccontarlo, ma oggi sento di volerlo condividere con voi con sincerità. Un passo alla volta”, conclude nel suo post.
Che cos’è il linfoma di Hodgkin: diagnosi, sintomi, cure
Come specifica l’Airc (Fondazione per la Ricerca sul Cancro) il linfoma di Hodgkin è un tumore del sistema linfatico che “origina dai linfociti B, un tipo di globuli bianchi presenti nel sangue, nei linfonodi, nella milza, nel midollo osseo e in numerosi altri organi che compongono il tessuto linfatico”. Il linfoma di Hodgkin spesso si sviluppa all’interno dei linfonodi. Questo tipo di tumore – descritto per la prima volta nel 1832 dal medico inglese Thomas Hodgkin – può insorgere in qualsiasi parte del corpo. Uno dei sintomi principali è l’ingrossamento anomalo dei linfonodi, anche se è importante sottolineare che questa circostanza è legata alla presenza di un linfoma solo nel 15% dei casi (nei restanti si tratta per lo più di malattie benigne). Stanchezza, mancanza di appetito, febbre pomeridiana frequente e altri dolori possono essere associati.
L’Airc specifica che “non si conoscono si conoscono fattori di rischio specifici per il linfoma di Hodgkin e quindi non è possibile prevenirne l’insorgenza”. Il trattamento si basa sulla polichemioterapia e sulla radioterapia e, secondo la Fondazione, la percentuale di guarigione è abbastanza alta (85% circa).
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