La notte della tragedia del Bayesian “non fu soltanto colpa della tempesta, in quanto (a Porticello) c’era poco più di un groppo meteorologico, un improvviso aumento della velocità del vento che precede temporali e/o rovesci”. Questo ciò che emerge dai periti incaricati dalla procura di Termini Imerese, “ingaggiati” per accertare (o meno) la forza delle condizioni meteorologiche e il loro ruolo (cruciale o no) nel drammatico naufragio dello yatch di Lynch del 19 agosto 2024.
In quella drammatica occasione, come noto, persero la vita proprio il magnate inglese, proprietario del Bayesian, Mike Lynch, sua figlia Hannah, il cuoco di bordo Recaldo Thomas, i coniugi Jonathan e Judy Bloomer, Chris e Neda Morvillo. L’indiscrezione, non è altro che una anticipazione della consulenza meteo, con il risultato che viene pubblicato in queste ore da Repubblica. Dunque, da questa indagine, dal punto di vista del meteo emerge come la tempesta non sia stata così forte da non poter essere gestita.
Il naufragio del Bayesian e la potenza della tempesta. Gli esperti: “Non fu solo colpa delle condizioni del tempo”
A distanza di un anno e otto mesi dall’avvio delle indagini dunque, gli investigatori ritengono che le cause del naufragio del Bayesian siano soprattutto di natura umana. Alla base, ci sarebbero delle sottovalutazioni e degli errori tecnici, manuali, comportamentali dell’equipaggio in quanto la “tempesta” meteo che viene descritta sarebbe stata molto meno intensa di come si potesse pensare. La tesi ormai abbastanza nitida è dunque quella che “non fu solo colpa di una tempesta” che, comunque intensa, non avrebbe avuto una potenza tale da ribaltare il mezzo. Dunque, spazzata totalmente via l’ipotesi di “condizioni meteo estreme, impossibili da gestire”.
Continua ad essere invece diversa la narrazione del Maib, la sezione del dipartimento del Regno Unito e responsabile delle indagini sugli incidenti marittimi. Nel loro rapporto, si legge come una significativa “vulnerabilità” strutturale dello yatch dovuta all’altezza dell’albero, pari a 75 mt. Sull’ipotesi di eventualità del costruttore, il nuovo procuratore capo attende però la conclusione della perizia sulla dinamica della vicenda, fondamentale per gli sviluppi dell’inchiesta.
Le analisi sul relitto del Bayesian, l’hard disk finalmente ritrovato e la consulenza finale
Le indagini sul Bayesian intanto vanno avanti da quasi un anno, con team di esperti che sta analizzando ogni dettaglio senza lasciare nulla al caso. Nel corso delle verifiche, sono stati revisionati diversi spazi del veliero, oltre che simulato il riempimento della barca per capire quali via d’acqua fossero rimaste aperte provocando dunque l’allagamento finale. I periti però, stanno studiando anche i tempi di reazione del Bayesian alla tempesta climatica su cui sono in corso le ricostruzioni, così come un contributo importante alle indagini potrebbe essere quello fornito dai dati degli hard disk sul ponte di controllo oltre che della sala macchine, recuperati da una ditta tedesca e a breve analizzati.
In tal senso, soprattutto in modo da chiarire la fondamenta della variabile della chiglia retrattie, sul posto è stato organizzato un sopralluogo da parte di Angelo Cavallo, il nuovo procuratore capo. Questo, che si terrà entro metà maggio, potrà aiutare nella consulenza finale.
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