La nazionale di calcio italiana non è stata capace di partecipare ai campionati mondiali del 2018 in Russia, del 2022 in Qatar e del 2026 in Stati Uniti, Messico e Canada. Ci dobbiamo augurare che sia capace di partecipare ai prossimi campionati mondiali del 2030, che si svolgeranno in Marocco, Portogallo e Spagna.
Ma per riuscire in questo obiettivo bisogna cambiare le modalità di funzionamento, che fino a oggi sono state perdenti, come si deduce dai risultati negativi prima citati.
I risultati sono sentenze inappellabili sulla mediocrità del calcio italiano
Non vi è dubbio che esiste un rapporto fra le azioni che si svolgono e i risultati che si conseguono: quando questi ultimi sono negativi, vuol dire che la conduzione degli eventi è stata cattiva, ovvero non adeguata a ciò che si doveva fare – qualitativamente parlando – per raggiungere gli obiettivi.
È inutile girarci intorno: sono solo i risultati che certificano il merito, il quale risale ai soggetti capaci di averlo conseguito.
Conseguente alla disamina che precede è che tutta la dirigenza che ha impedito alla nazionale di calcio italiana di partecipare ai tre campionati mondiali si è comportata professionalmente in modo inadeguato e negativo. Inutile accampare scuse, spiegazioni o altro perché i risultati sono sentenze inappellabili: la nazionale di calcio italiana non è riuscita ad approdare nei tre campionati mondiali del 2018, 2022 e 2026.
Gravina si dimette, Malagò eletto presidente Figc a sorpresa
Dal che è avvenuto un sisma all’interno della Figc (Federazione italiana giuoco calcio) con le dimissioni del presidente, Gabriele Gravina, e le elezioni a sorpresa (ma non tanto) dell’ex presidente del Coni (Comitato olimpico nazionale italiano) e della Fondazione Milano-Cortina, Giovanni Malagò.
Questi è un personaggio del jet set romano, sempre presente a tutte le feste dove ci sono i Big, munito di relazioni di prim’ordine con tutti, anche con personaggi del ceto politico e burocratico, che ci ricorda la famosa frase che si rivolgeva al braccio destro del “divino Giulio” (Andreotti), Franco Evangelisti: “A Fra’, che te serve?”.
Cosa serve a Malagò? Una Federazione forte, che “allevi” una generazione di giocatori di alto livello professionale.
Spalletti, Gattuso e la mediocrità: il problema dell’allenatore e dei giocatori italiani
È inutile girarci intorno: la nazionale italiana non andrà da nessuna parte se a comporla ci saranno soggetti mediocri come quelli attuali, fra i quali, però, ve ne sono di eccellenti, ma che non sono stati adeguatamente valorizzati. Il che ci porta direttamente all’allenatore, che in queste ultime qualificazioni è stato prima Luciano Spalletti e poi Gennaro Gattuso. Quest’ultimo è stato un ottimo giocatore, ma non per questo si è rivelato un ottimo allenatore.
Gira e rigira la questione è sempre una: trovare persone di qualità, con una mentalità adeguata alla capacità di raggiungere risultati, il che è piuttosto difficile in un Paese mediocre come il nostro, dove la classe politica è anch’essa mediocre e incapace di farlo progredire, rimasto inchiodato da molti anni e con una crescita del Pil intorno allo zero.
Mancini e Ranieri: la scommessa per riportare l’Italia ai Mondiali 2030
Torniamo al calcio, il primo sport del popolo italiano, seguito da milioni di cittadini e cittadine, cui genera anche emozioni forti, condizionamenti e comportamenti esaltati ed esaltanti.
Malagò ha nominato, con la bacchetta magica, Roberto Mancini allenatore e Claudio Ranieri direttore tecnico. Il primo ha fatto vincere alla nazionale italiana il campionato europeo del 2024; il secondo è stato un valente allenatore. Quindi, su due piedi, la scelta sembrerebbe saggia.
Ma Mancini è anche l’allenatore che non è riuscito a portare la nazionale italiana ai mondiali del 2022. Probabilmente, Antonio Conte (un allenatore vincente) sarebbe stata una scelta più appropriata. Ma noi, che siamo ignoranti e incompetenti di calcio, non vogliamo andare oltre e ci rimettiamo ai risultati che la nazionale conseguirà nei prossimi quattro anni, con l’auspicato accesso ai mondiali afro-europei.
Per cui formuliamo tutti gli auguri di cuore che questo sospirato risultato si realizzi, anche per accontentare i milioni di tifosi italiani.

