Roma, 25 mar. (askanews) – Nonostante il vino italiano sia sempre più globale, i ristoranti italiani tendono a scegliere quasi esclusivamente vini del proprio territorio e nella carta vini trionfano etichette per lo più regionali. Secondo un’analisi realizzata da Trinko sul mercato HoReCa, tra il 70% e il 75% delle etichette presenti nelle carte dei vini dei ristoranti italiani proviene dalla stessa regione del locale. Una scelta che riflette il forte legame tra cucina e territorio e che porta molti ristoratori a privilegiare cantine locali, sia per coerenza gastronomica sia per la possibilità di instaurare rapporti diretti con i produttori.
Il ruolo della ristorazione nel settore vinicolo è tutt’altro che marginale. Il canale HoReCa rappresenta circa il 55-60% del valore complessivo del mercato vinicolo interno, pur movimentando volumi inferiori rispetto alla grande distribuzione. Il settore resta però estremamente frammentato: in Italia si contano circa 460.000 imprese tra ristoranti, bar e strutture ricettive e solo circa il 65% dispone di una carta dei vini strutturata.
In questo scenario l’accesso alla ristorazione può rappresentare una sfida significativa per molte cantine, soprattutto per quelle di piccole e medie dimensioni che operano al di fuori dei principali circuiti distributivi. Negli ultimi anni anche il comportamento dei consumatori ha contribuito a trasformare la selezione dei vini nei locali.
Secondo Trinko, il 19% degli italiani ha ridotto la frequenza delle uscite, ma chi sceglie di andare al ristorante presta maggiore attenzione alla qualità. Oggi il 66% dei consumatori preferisce ordinare un solo calice di vino di livello piuttosto che una bottiglia economica, un trend che sta spingendo molti ristoratori a rivedere le proprie carte dei vini e a investire nel servizio al calice.

