Leggiamo nei media sociali e nei giornali, sentiamo dalla radio e vediamo in televisione flussi enormi di informazioni, di parole, di chiacchiericcio. La comunicazione è più o meno efficace ma, quando finisce, molta gente non si raccapezza perché è extra-large. Non parliamo dell’informazione pubblicitaria, che ovviamente è di parte perché esalta i propri prodotti e servizi, non negando, però, che è comunque informazione.
Comunicatori seri o blablatori? Il problema di chi parla senza competenze
La questione che sorprende e che oggi è in rassegna è che si capisce raramente quale sia l’obiettivo di chi comunica: se si tratti di sfoggio delle proprie qualità o pseudo qualità oppure di chiacchiericcio, che vale quello che vale.
Dobbiamo, con dispiacere, rilevare che il novero di comunicatrici e comunicatori seri – che sanno quello che dicono, prospettano l’obiettivo della loro informazione e forniscono argomenti convincenti – è molto ridotto. Ciò perché molta gente parla non avendo quel necessario bagaglio di competenze basate sulle conoscenze, atte ad affrontare e risolvere i problemi.
Lo sport come metafora: chi arriva ultimo non dà la colpa alla sfortuna
I comunicatori dovrebbero spiegare con chiarezza un concetto, quasi sempre eluso, e cioé che nella vita contano solo i risultati. Tutti quelli che ci girano intorno con parole, frasi e comportamenti inconcludenti non si accorgono, invece, che la realtà ci fornisce uno scenario di una chiarezza illuminante, per esempio attraverso lo sport.
In una gara sportiva, tutti partono dalla stessa linea, ma c’è qualcuno che arriva primo e qualche altro che arriva ultimo. Chi arriva ultimo non si lamenta, perché sa che lo sport è implacabile e obiettivo, quindi permette di capire che, se un risultato non si è raggiunto, bisogna prendersela con se stessi e non con la sorte.
Gennarino e San Gennaro: la metafora di chi aspetta la fortuna senza giocarsi la schedina
Questo metodo semplice non è generalmente usato dalla gente. Conosco centinaia di persone inconcludenti, che non raggiungono obiettivi di sorta, le quali, però, si lamentano di essere state sfortunate, dando sempre la colpa agli altri o al Caso per non avere avuto l’occasione vincente. Insomma, si comportano come Gennarino, il quale era arrabbiato con San Gennaro (di cui portava il nome) perché non lo faceva vincere al Totocalcio, finché un giorno San Gennaro lo redarguì aspramente: “Gennarino, ma ti vuoi giocare la schedina?!”.
Ecco, la gente, i giovani soprattutto, dovrebbero giocarsi la schedina, nome arcaico e obsoleto, ma che ritengo sia significativo. Quale sarebbe la schedina di ognuno? L’impegno per raggiungere il proprio obiettivo e quindi un intenso allenamento, cioé lo studio e una forza d’animo che consenta di superare le difficoltà, puntando al risultato che si intende raggiungere.
La fortuna si produce da soli: prendere l’autobus quando passa
Poi si può essere più o meno capaci, più o meno in gamba e anche più o meno fortunati, ma questo elemento ha un’incidenza pari a un decimo del tutto. La fortuna, diceva un Saggio, ognuno se la produce da solo: è la capacità di prendere l’autobus o il treno quando passa, senza aspettare che ne passi un altro perché potrebbe non passare più.
Queste sono considerazioni elementari, che ognuno dovrebbe fare pensando alla realtà e non agli svaghi. C’è tanta gente che va a lavorare sperando che il tempo passi rapidamente, invece dovrebbe pensare a fare quello per cui è dentro l’ambiente di lavoro, qualunque esso sia.
Illusioni, abracadabra e blablatori: la trappola degli inconcludenti
Tante persone che non intendono sudare vogliono immaginare di ottenere i risultati con un gesto, con un abracadabra. E poi cadono nella disperazione quando l’illusione non funziona. Sì, perché l’illusione non funziona mai. Per cui bisogna diffidare di tutti coloro che raccontano panzane, quelli che noi abbiamo definito “blablatori”, i quali, in perfetta malafede, cercano di indurre gli altri verso siti di propria convenienza, non di convenienza generale.
Gli illusi vogliono credere; le persone concrete vogliono sapere. Sapere quello che accade e ciò che è accaduto, per tentare di prevenire e prevedere quello che accadrà.
Pensare prima di parlare: la comunicazione efficace
La capacità di ogni persona che ha studiato e acquisito conoscenze e competenze dovrebbe condensarsi in una comunicazione efficace, composta da periodi brevi e chiari. Sintetizzare la propria comunicazione la rende molto più efficace e convincente.
Ma questo si può ottenere solo se si pensa prima di parlare!

