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Nicolas Feuillatte ha riunito in Champagne gli chef ambasciatori

Nicolas Feuillatte ha riunito in Champagne gli chef ambasciatori

Sadler e Impero tra i protagonisti della seconda “Battle des Chefs”

Milano, 25 giu. (askanews) – La seconda edizione della “Battle des Chefs” by Nicolas Feuillatte ha riunito in Champagne gli chef ambasciatori della Maison provenienti da Italia, Francia, Malta, Germania e Austria, chiamati a confrontarsi sul terreno della cucina fusion in una competizione internazionale costruita attorno a creatività, lavoro di squadra e abbinamento con le cuvée della casa. L’appuntamento si è svolto nel cuore della Cote des Blancs, dove la Maison ha accolto una brigata composita di cuochi e professionisti della ristorazione, trasformando i propri spazi in una cucina internazionale a cielo aperto. Per l’Italia hanno partecipato Claudio Sadler del Ristorante Sadler di Milano e Andrea Impero del Ristorante Elementi di Borgobrufa, in Umbria, inseriti in squadre miste insieme con colleghi di altre nazionalità.

Accanto ai due italiani erano presenti i francesi François Gagnaire di Anicia, Table Nature a Parigi, Thomas Morel di Le Pavillon des Boulevards a Bordeaux, Laurent Rigal de L’Alexandrin a Lione e Daniel Desavie di Gastro Bistrot De Sa Vie a Valbonne, il maltese Jonathan Brincat del Ristorante Noni a La Valletta, il tedesco Jean-Luc Petermann del Ristorante Wullenwever a Lubecca e gli austriaci Alexander Struth del Ristorante Blaue Quelle a Muhlgraben e Hermann Poll di Im Weissen Rossl, sul lago Wolfgangsee.

La sfida prevedeva la realizzazione di un antipasto e di un piatto principale a partire da un tema preciso, la cucina fusion, intesa come incontro tra culture gastronomiche, tradizioni e ingredienti di provenienze diverse. Per l’occasione la Maison ha allestito un grande mercato internazionale dal quale le squadre hanno potuto selezionare liberamente i prodotti necessari alle preparazioni.

La competizione non si è limitata all’esecuzione dei piatti. Ogni squadra ha dovuto costruire anche l’abbinamento con una delle cuvée Nicolas Feuillatte, scegliendo tra “Palmes d’Or Rosé Intense”, “Grand Cru Blanc de Blancs 2016” e “Réserve Exclusive Brut”. La prova ha spostato l’attenzione non solo sulla tecnica di cucina, ma anche sulla capacità di leggere il profilo degli champagne e la loro tenuta accanto a sapori e registri gastronomici diversi.

Nelle tre ore di gara sono state inserite anche prove collaterali dedicate alla conoscenza del mondo Nicolas Feuillatte, con una degustazione alla cieca guidata dallo chef de caves Guillaume Roffiaen e un atelier sensoriale centrato sui vitigni della Champagne. Il format ha così unito la dimensione competitiva a quella formativa, mettendo in relazione cucina, degustazione e racconto del territorio.

A giudicare le creazioni è stata una giuria composta da esponenti del Team France Bocuse d’Or, realtà sostenuta da Nicolas Feuillatte da diversi anni, con Maxence Baruffaldi, candidato TFBO 2026, Romuald Fassenet, presidente TFBO, e Pierre-Franck Salamon, membro TFBO. In giuria anche Philippe Mille, chef bistellato di Reims, e il giornalista e autore gastronomico Philippe Toinard.

La giornata si è chiusa al Chateau de Sacy con la consegna dei premi. Il Grand Prix è andato alla squadra formata da Jonathan Brincat e Alexander Struth. Il premio per il miglior abbinamento cibo-champagne è stato assegnato a Jean-Luc Petermann e Daniel Desavie. Laurent Rigal e Hermann Poll hanno ricevuto il premio per la coesione di squadra. A François Gagnaire e Claudio Sadler è andato il riconoscimento per creatività e rispetto del tema, mentre Thomas Morel e Andrea Impero hanno ottenuto il premio per l’estetica del piatto.

L’iniziativa si inserisce nell’anno del cinquantesimo anniversario della Maison, fondata nel 1976. Nicolas Feuillatte lega così la ricorrenza a un evento pensato per rafforzare la relazione tra champagne, alta cucina e dimensione internazionale del marchio. Il posizionamento è accompagnato dal richiamo ai volumi IWSR 2025, che collocano Nicolas Feuillatte al primo posto in Francia e al terzo a livello mondiale.

Foto di Leo-Ginailhac