Compleanno amaro, anzi, amarissimo per Niko Pandetta. Il trapper neomelodico, nipote di un boss catanese, condannato a 4 anni e nove mesi per spaccio di droga e evasione torna al carcere romano di Rebibbia.
A ottobre era uscito dal penitenziario di Cagliari
Il cantante di Maresciallo non mi prendi era uscito dalla cella del penitenziario di Cagliari ad ottobre, in affidamento a una comunità terapeutica di Palestrina, in provincia di Roma, ma è accusato – ancora una volta – di aver violato le prescrizioni, mentre è in uscita il nuovo album, con collaborazioni importanti, da Baby Gang a Guè. “Troppi social e telefoni”, infatti, per il tribunale di sorveglianza della capitale, come denunciato dai report della polizia.
“Uso indiscriminato” del cellulare e dei social a lui vietati
Niko Pandetta, come si legge sull’Unione Sarda, di recente aveva chiesto il permesso di partecipare alle registrazioni del suo nuovo disco, Malavita, con due sedute di quattro ore alla settimana. “Ma da rapporti di polizia – si legge sul quotidiano sardo – è emerso un uso indiscriminato del cellulare e dei social, vietati, che il tribunale di sorveglianza di Roma ha giudicato incompatibili con l’affidamento alla comunità terapeutica. E ha disposto il trasferimento in carcere”.
Il nuovo disco dovrebbe uscire a fine mese
Così, proprio nel giorno del suo compleanno, il cantante è finito a Rebibbia. Intanto il nuovo disco, tredici tracce una lunga lista di collaborazioni importanti con artisti della scena rap italiana, da Baby Gang e Simba La Rue a Kid Yugi e Guè, sarebbe in uscita a fine mese, a tre anni dall’ultimo, come annunciato dallo stesso Pandetta su Instagram e da una grossa campagna pubblicitaria.
“Siete la mia famiglia! Sono felice di avervi avuto al mio fianco nella tempesta. Speriamo di poterci godere il sole tutti insieme”, aveva scritto nei ringraziamenti via social. Social che non avrebbe dovuto usare.
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