A Niscemi l’emergenza frana continua a tenere la città sotto pressione: interi quartieri evacuati, strade chiuse, famiglie costrette a lasciare le proprie abitazioni in poche ore, con un fronte instabile che si estende per chilometri e che impone misure drastiche e un monitoraggio costante del territorio.
In questo contesto già critico, però, tornano alla luce segnalazioni che alcuni residenti sostengono di avere presentato molto prima che l’emergenza esplodesse. Non si tratta di valutazioni tecniche né di conclusioni ufficiali, ma di preoccupazioni che oggi vengono riproposte con maggiore forza, perché legate a una paura diventata collettiva. La frana ha riportato al centro dell’attenzione la vulnerabilità del sottosuolo urbano e delle infrastrutture, un tema che per molti cittadini niscemesi non è nuovo e che oggi viene riletto alla luce di quanto sta accadendo.
Le perdite idriche in Via Asti
Tra le situazioni segnalate in queste ore c’è quella che riguarda via Asti: l’area rientra nella classificazione P4 – a pericolosità molto elevata – secondo il Piano di assetto idrogeologico. Alcuni residenti riferiscono di perdite idriche presenti da anni e mai risolte in modo definitivo; secondo quanto riportato, la situazione sarebbe stata segnalata più volte a Caltaqua e agli enti competenti, senza però interventi strutturali. “In via Asti, da anni, vi sono due perdite d’acqua”, dice Conny Buccheri, spiegando che in più occasioni la situazione sarebbe stata affrontata con soluzioni provvisorie. “A volte, hanno risolto il ‘problema’ con dell’asfalto, il quale continua a disfarsi, permettendo la fuoriuscita d’acqua”, aggiunge, esprimendo il timore che l’infiltrazione possa avere compromesso il sottosuolo e creato situazioni di rischio non immediatamente visibili.
Le segnalazioni dei residenti
Dalle parole dei residenti emerge anche lo stato d’animo di chi vive quotidianamente in quella zona: “Le perdite in via Asti vi sono da anni. Noi residenti siamo terrorizzati”, dichiara ancora la cittadina niscemese, raccontando di una comunità che osserva l’evolversi della frana con un livello di apprensione che cresce ora dopo ora. Nel suo messaggio c’è anche la speranza che l’ennesima richiesta non resti inascoltata: “Ci auguriamo che questo nuovo appello di aiuto, questa volta, sia preso in considerazione”, conclude, definendosi “una niscemese con il cuore in frantumi”.
Emergono anche dubbi e paure tra i residenti, che ipotizzano come le infiltrazioni possano aver favorito l’accumulo di acqua nel sottosuolo, fino a fermarsi su strati più profondi e saturare il terreno sovrastante, con il rischio di cedimenti di ampia portata. “La parte soprastante, a partire dalla strada, tende a saturarsi d’acqua, creando le condizioni per cedimenti anche di grandi proporzioni”, viene spiegato, sottolineando che questa ricostruzione trova riscontro nelle valutazioni espresse in questi giorni da geologi ed esperti impegnati nel monitoraggio dell’emergenza.
A rafforzare la criticità del contesto ci sono anche altre testimonianze, come quella di Tania Ferrera, che racconta di aver effettuato segnalazioni prima ancora che l’emergenza frana si manifestasse. “Ho presentato due segnalazioni prima della frana”, afferma, spiegando come – dopo l’esecuzione di alcuni interventi – siano comparse infiltrazioni d’acqua e come nell’area interessata dai lavori sia stata riscontrata una perdita idrica, senza che alle comunicazioni sia seguito alcun intervento risolutivo.
E’ da precisare che al momento non esistono valutazioni ufficiali che colleghino direttamente le perdite idriche segnalate alla frana in corso, ma il riemergere di queste situazioni durante l’emergenza riporta l’attenzione su una questione più ampia, quella della manutenzione del territorio e delle reti infrastrutturali, tema da tempo oggetto di non poche criticità nella provincia nissena.
“La sicurezza dei cittadini viene prima di tutto”: la replica del Comune
In queste ore l’Amministrazione comunale segue costantemente l’evoluzione del movimento franoso e le segnalazioni arrivate dai cittadini nell’ambito della gestione complessiva della fase critica. La priorità – viene ribadito – resta la tutela dell’incolumità pubblica e il coordinamento con la Protezione civile e con gli enti tecnici competenti impegnati nei sopralluoghi e nel monitoraggio del territorio.
“In questa fase ogni decisione è orientata esclusivamente alla sicurezza delle persone”, viene spiegato, sottolineando come l’attenzione sia concentrata sulle misure di contenimento del rischio e sull’assistenza alla popolazione coinvolta. Eventuali valutazioni sulle cause del movimento franoso – comprese le ipotesi legate a possibili perdite idriche – potranno essere effettuate solo al termine degli accertamenti tecnici attualmente in corso.
Viene inoltre ricordato che il territorio niscemese è storicamente caratterizzato da un sottosuolo fragile, già interessato in passato da fenomeni di instabilità: “Si tratta di un’area che presenta criticità note dal punto di vista geologico”, motivo per cui ogni analisi dovrà essere supportata da dati tecnici ufficiali e verifiche approfondite.
In questo momento, fanno sapere ancora dal Comune, sindaco, vicesindaco e l’intera Giunta comunale restano concentrati sulla gestione della situazione e sul costante aggiornamento delle attività operative.
Mentre le istituzioni continuano a monitorare il fronte della frana, tra i cittadini emerge comunque l’esigenza di una riflessione che tenga conto di quanto segnalato nel corso degli anni. Per molti residenti niscemesi, infatti, l’evento di questi giorni si colloca in un contesto di vulnerabilità del territorio già noto e più volte richiamato, che oggi torna al centro dell’attenzione in modo drammatico.
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