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Nocciola Piemonte, 2026 annata al di sotto attese per quantità

Nocciola Piemonte, 2026 annata al di sotto attese per quantità

I dati nel convegno a Gabiano in Valcerrina

Roma, 28 set. (askanews) – Non l’annata migliore ma neanche la peggiore. Quella 2026 per la nocciola del Piemonte è stata leggermente al di sotto delle aspettative in termini quantitativi, in cui i risultati distribuiti a macchia di leopardo hanno fatto capire come l’esposizione, la gestione del suolo, le scelte agronomiche e la tempestività degli interventi pesino più della collocazione geografica generale. Comprese le criticità che si chiamano cascola, vuoti e cimiciato. Questo, in sintesi quanto è emerso nell’ambito del convegno che si è svolto sabato scorso a Gabiano in Valcerrina, durante la 24edima edizione della Fiera della Nocciola Piemonte, con il primo bilancio dell’annata corilicola provinciale.

L’agronomo Alberto Pansecchi, responsabile corilicolo Coldiretti Alessandria, ha evidenziato quali soluzioni mettere in pratica per garantire prodotto e reddito alle aziende: “la coltivazione del nocciolo è cambiata e deve cambiare anche il nostro modo di fare agricoltura. Non si possono seguire operazioni pianificate ad inizio stagione – ha detto nel corso della tavola rotonda – Significa scendere in campo, osservare, interpretare i segnali che le piante ci mandano e prendere decisioni che cambiano a volte di giorno in giorno. Tre sono stati i problemi principali che hanno caratterizzato questa annata: cascola, vuoti e cimiciato. Tra i fattori rilevanti la troppa luminosità che non sempre è una risorsa, oltre una certa soglia si va incontro al fenomeno di fotoinibizione. E poi il cattivo controllo della cimice, bisogna agire velocemente perché il primo danno si manifesta internamente al seme, quindi molto prima di essere visibile all’esterno”.

“La priorità è puntare sempre più alla ricerca e ad un miglioramento delle rese, remunerativo per chi coltiva e sostenibile per chi produce – ha aggiunto il presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco – Sicuramente la valorizzazione delle nocciole del Piemonte passa attraverso importanti accordi di filiera sul territorio, come quello siglato tra Coldiretti Piemonte e il gruppo dolciario Novi Elah Dufour, un progetto di filiera che consente di valorizzare tutta la produzione corilicola del territorio, offrendo una prospettiva di medio periodo agli imprenditori agricoli”.