“Avvertiamo i consumatori in possesso del lotto 53410346AG di non consumarlo”, questo l’alert del Ministero della Salute che ha richiamato un lotto di latte in polvere dai supermercati per un possibile rischio microbiologico verso i consumatori, dovuto alla potenziale presenza di cereulide. L’avviso di richiamo è datato 3 gennaio 2027 e il ritiro è stato disposto in via precauzionale. Oggetto del richiamo è il latte in polvere Nidina Optipro della Nestlé. Si tratta di un latte in polvere per neonati prodotto da Nestlé Netherland nello stabilimento di Nunspeet, in Olanda. Il prodotto è distribuito da Nestlé Italiana SpA.
I sintomi da ingestione di cereulide
I sintomi di una accidentale ingestione di cereulide, tossina batterica non commestibile, sono nausea e vomito. Questa sostanza inoltre non viene abbattuta neanche alle alte temperature che solitamente il latte raggiunge. I consumatori che avessero già acquistato il prodotto in questione possono riportarlo nel punto vendita di acquisto per un rimborso.L
Latte in polvere: l’operazione di richiamo globale
In Italia e in Europa si assiste di recente a numerosi ritiri di latte in polvere per la presenza, o possibile, di questa sostanza tossica. La Francia è la nazione che ha riscontrato più richiami, con 40 segnalazioni nell’ultimo mese di potenziali effetti avversi nei neonati che avevano consumato latte in polvere di varie marche. Da metà dicembre 2025 ad oggi si è infatti assistito a una vasta operazione di richiamo globale per il rischio di contaminazione da cereulide.
5 neonati ricoverati a Parigi
Lo scorso 2 febbraio, cinque neonati sono stati ricoverati in Francia. Lo ha reso noto il Ministero della Sanità francese, specificando che tutti i bambini sono stati successivamente dimessi. Le autorità hanno sottolineato che, ad oggi, nessun nesso di causalità diretto è stato stabilito tra i ricoveri e il consumo del latte in questione. “Questi casi potrebbero essere spiegati da comuni gastroenteriti”, ha precisato un portavoce del ministero citato dall’agenzia Afp, evidenziando come vi sia un’elevata circolazione di tali infezioni nella popolazione infantile.
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