La chiesa di San Filippo Neri, ma non solo. I colpi di pistole e fucili a canne mozze esplosi in questi giorni allo Zen a Palermo non hanno solamente come obiettivo la parrocchia ma anche alcuni nuclei familiari stranieri, in particolare delle famiglie nigeriane che non sarebbero più gradite. I colpi d’arma da fuoco sono all’ordine del giorno così come confermato da alcuni residenti: in particolare si punterebbe alla chiesa e al suo parroco, padre Giovanni Giannalia il quale quotidianamente è impegnato con attività all’interno del quartiere. Lui stesso commentando la seconda intimidazione aveva detto che evidentemente “il lavoro della chiesa allo Zen dà fastidio”.
Le indagini della polizia vanno avanti a tutto tondo. Sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori sarebbe finito anche un video pubblicato sui social che vede tre giovani, armati di pistola e fucile a canne mozze sparare in aria verso le finestre dei padiglioni nella notte di San Silvestro. Tra loro ci sarebbe anche il ragazzo che nel dicembre 2022 aveva sparato all’interno della discoteca Mob di Carini, nel Palermitano. Uno dei proiettili sparati a Capodanno ha colpito una donna di 34 anni di origini cingalesi, che abita in Svizzera e che era tornata per vedere i parenti durante le feste. Per la malcapitata fortunatamente nulla di grave, è stata medicata dai medici all’ospedale Villa Sofia.
La polizia scientifica ha effettuato rilievi sia nella chiesa che in strada dove sono stati trovati alcuni bossoli. Intanto dopo l’Epifania si riunirà il Comitato per l’ordine e la sicurezza: sul tavolo dovrebbe finire anche il tema legato alla sicurezza dei lavoratori Amat, dopo le minacce con pistola subite da un’autista da parte di due giovani qualche giorno fa mentre era alla guida della linea 619.
Udc: “Lo Zen non è di pochi sbandati con armi, ma di un’intera comunità di persone oneste”
Sulla questione Zen sono intervenuti Decio Terrana e Salvino Caputo, rispettivamente segretario e vice segretario dell’Udc siciliano. Queste le loro parole: “Comprendiamo la gravità di quanto accaduto nel quartiere di Zona Espansione Nord, e ci rendiamo conto che bisogna rispondere a intimidazioni e scorrerie in armi, ma non condividiamo il clima di criminalizzazione di un intero quartiere.
Pochi sbandati anche se in possesso di armi non rappresentano certamente una intera comunità di persone oneste e per bene. E per affermare questo principio con una delegazione di dirigenti dell’Udc, senza simbolo di partito saremo presenti alla messa del 6 gennaio”.
“Esprimiamo solidarietà alle istituzioni religiose dello Zen e siamo vicini ai Parroci esposti in prima linea – proseguono -. E
siamo convinti che le istituzioni comunali e regionali e le forze di Polizia debbano garantire l’ordine e la sicurezza dei residenti. Ma conosciamo molti residenti. Persone che lavorano, giovani impegnati nello studio e nel sociale. Famiglie che vivono difficoltà economiche con figli disoccupati. Ma che operano quotidianamente nel rispetto reciproco con grande dignità. Allo Zen servono interventi sociali, consultori, strutture per il tempo libero pomeridiano, scuole sempre più attrezzate. E va eliminato lo stato di degrado ambientale in cui versa l’intero quartiere. Ecco perché la nostra presenza, unitamente a tutte le altre realtà, debba rappresentare in forte segnale di solidarietà, ma anche per sollecitare interventi in favore dell’intero comprensorio”.
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