Continua la mobilitazione degli ex lavoratori Almaviva di Palermo. A nove mesi dal licenziamento che ha sconvolto la vita di 387 famiglie, la protesta è ancora accesa e il problema non sembra essere vicino alla soluzione.
Il sit-in davanti all’Ars e “L’ennesima fumata nera”
Ieri i lavoratori si sono riuniti in un sit-in davanti alla sede dell’Ars, in piazza del Parlamento, in attesa dell’approvazione dell’emendamento che vincola il “bacino Almaviva” al progetto del numero unico di assistenza sanitaria 116117.
“Ma si è registrata – si legge in una nota – l’ennesima fumata nera, per l’assenza in aula dell’assessore alla Salute, Daniela Faraoni, che ha portato al rinvio della discussione alla prossima settimana, alimentando l’esasperazione di lavoratrici e lavoratori”.
Nuovo sit-in dei lavoratori per martedì e mercoledì prossimi
Così, martedì e mercoledì i lavoratori torneranno nuovamente in presidio sotto l’Ars per la ripresa, dopo il fallimento di ieri, della discussione dell’emendamento che lega i lavoratori di Almavia al servizio 116117.
“Il progetto 116117 vincolato al reimpiego dei lavoratori ex Almaviva è pilastro fondamentale per il riassorbimento del personale. Il progetto rischia di svuotarsi di significato senza una copertura legislativa certa. L’emendamento in discussione Ars è l’unico strumento in grado di rendere imprescindibile il legame tra gli ex lavoratori Almaviva e il servizio”, dichiarano i rappresentanti dei lavoratori di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilfpc Uil e Ugl Telecomunicazioni.
I sindacati premono per “l’attivazione del secondo progetto”
Slc, Fistel, Uilfpc e Ugl premono anche per “l’attivazione del secondo progetto, la dematerializzazione documentale delle cartelle cliniche: un piano strategico per la pubblica amministrazione siciliana, che darebbe immediato respiro a decine di professionisti qualificati ma che resta paradossalmente impantanato nelle maglie della burocrazia regionale”.
“Siamo stanchi di promesse che non si trasformeranno in fatti”
I rappresentanti dei lavoratori dichiarano inoltre: “Nonostante i numerosi tavoli tecnici e le rassicurazioni di facciata degli ultimi mesi, la realtà odierna parla invece di incertezza assoluta. Il rinvio della seduta di ieri rappresenta l’ennesima doccia fredda per lavoratori che non hanno più tempo. La luce in fondo al tunnel è sempre più fioca. Siamo stanchi di promesse che non si trasformano in fatti. L’assenza dell’assessore alla Salute in aula è un segnale gravissimo”.
“Chiediamo cronoprogramma certo per i contratti e l’avvio delle attività”
E infine: “Chiediamo un cronoprogramma certo per la firma dei contratti e l’avvio delle attività. La nostra non è più solo una battaglia per il lavoro, è una battaglia per la dignità. I lavoratori proseguono la mobilitazione finché non arriveranno risposte concrete e atti ufficiali: Basta rinvii. Il tempo delle attese è scaduto”.
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