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La nuova sede della Biblioteca regionale a Messina all’ex ospedale Regina Margherita, bandita gara d’appalto

La nuova sede della Biblioteca regionale a Messina all’ex ospedale Regina Margherita, bandita gara d’appalto
Ex ospedale Regina Margherita, diventerà la Cittadella culturale di Messina – QdS, Hermes Carbone

L’opera costerà quasi dieci milioni di euro e prevede la profonda riqualificazione del fabbricato risalente agli anni Sessanta che ha ottenuto la dichiarazione di “particolare interesse artistico”

Il momento in cui la Biblioteca regionale universitaria di Messina (la Brum) tornerà ad avere spazi consoni al suo prestigio è un po’ più vicino.
L’assessorato regionale ai Beni culturali ha bandito la gara d’appalto per la ristrutturazione di uno dei padiglioni dell’ex complesso ospedaliero Regina Margherita, che verrà trasformato in nuova sede della Brum.

L’opera costerà quasi dieci milioni di euro e prevede la profonda riqualificazione del fabbricato risalente agli anni Sessanta che, pur essendo stato escluso dalla dichiarazione di interesse culturale ha ottenuto quella di “particolare interesse artistico” in quanto esempio emblematico “dell’architettura degli anni Sessanta a Messina, frutto della sperimentazione e della ricerca ispirata al linguaggio architettonico contemporaneo”.

Immobile vandalizzato

La gara d’appalto, pubblicata nei giorni scorsi e che vedrà chiudersi i termini per presentare le offerte il 18 febbraio, affiderà le opere edili e impiantistiche previste nel progetto che è stato sviluppato dal raggruppamento temporaneo composto da F&M Ingegneria Spa, F&M Divisione Impianti, Studio Fra Architettura ed Ecoinnovazione e Cmp Progetti.

“Propone il mantenimento degli ingombri con adeguamento sismico delle strutture, e nuovo rivestimento di facciata, nonché la riqualificazione dell’area adiacente l’immobile”, si legge in una delle relazioni.

Il decimo padiglione dell’ex complesso ospedaliero si trova tra il viale Regina Elena, il viale della Libertà e la via Grosso Cacopardi. “Il fabbricato risulta in disuso da oltre un decennio. Allo stato attuale si presenta in condizioni di avanzato degrado in riferimento alle strutture, agli impianti ed alle finiture”, si legge.

Tra le attuali criticità ci sono gli infissi del piano rialzato completamente danneggiati, il portone d’ingresso divelto così come alcune finestre. Segni tangibili dei diversi raid vandalici che hanno colpito l’immobile negli anni. “Tutto il rame degli impianti elettrici è stato sottratto. Ai piani superiori, la mancanza di sigillatura degli infissi ha comportato l’invasione dei piccioni e gli ultimi due piani sono ricoperti di guano. Alcuni pluviali sono occlusi provocando l’allagamento parziale della terrazza”, è quanto hanno accertato i progettisti in sede di sopralluogo.

Di proprietà dell’Asp di Messina, il complesso architettonico è stato concesso all’assessorato ai Beni culturali per la realizzazione della Cittadella della cultura. In altri padiglioni, con un finanziamento che si aggira sui venti milioni, sono previsti progetti per la realizzazione del museo del terremoto e la nuova sede della Soprintendenza.

Quasi trecento anni di storia

La Biblioteca regionale universitaria di Messina fu concepita da Giacomo Longo nel Settecento e ha aperto i battenti nel 1738. Nei secoli il proprio patrimonio culturale si è arricchito divenendo un punto di riferimento per gli studiosi.
La scorsa estate, a portare l’attenzione sull’esigenza di dotare la Brum di una nuova sede era stata l’Unione cattolica stampa italiana (Ucsi) con una nota in cui si sottolineava l’importanza dell’istituzione i suoi 600mila volumi, pergamene, giornali e riviste.

“Oggi la Brum è dislocata in tre plessi in affitto, il plesso centrale si trova nell’isolato sede del palazzo Arcivescovile, l’emeroteca si trova in una villa fatiscente della riviera Nord, parte dell’archivio si trova in un deposito di Via La Farina. Le tre sedi creano dei disagi logistici all’utenza, che a dire il vero sono limitati dalla professionalità e disponibilità dei funzionari e dipendenti, i quali si fanno in quattro per offrire un servizio degno di tale nome”, ha ricorda l’Ucsi.

A esprimere perplessità sulla scelta dell’ex complesso ospedaliero era stata l’ex direttrice della Brum Tosi Siragusa.
“Alla Biblioteca regionale servirebbero 10mila metri quadri, mentre al padiglione 10 sono disponibili circa 2300 metri quadri”.

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