Trump e il “nuovo ordine mondiale” – da dividere tra le tre superpotenze a discapito dell’Europa – e il silenzio assordante dei leader del vecchio continente. È questo il motivo dell’attacco forsennato all’Ue, con critiche offensive ed esagerate e in larga parte false e strumentalizzate, per tentare la disgregazione dell’Europa, dividere gli Stati che la compongono e favorire gli interessi dei partiti sovranisti e populisti europei, secondo la logica del dividi et impera, anche perché i singoli Stati, da soli, non hanno la forza per potersi difendere dalle superpotenze.
Sovranismo e fine della democrazia europea
In effetti il compito dei sovranisti e populisti è unicamente la cancellazione dell’Ue e della democrazia, per ridurre gli Stati europei a colonie o protettorati asserviti al potere supremo degli autocrati. Non solo quindi l’occidente, secondo Trump, è rappresentato soltanto dagli Usa, rompendo ottant’anni di alleanza con l’Europa basata fondamentalmente sulla comune fedeltà alla democrazia, ma addirittura vuole realizzare questo il “nuovo ordine mondiale” riesumando il criterio della spartizione delle aree di influenza, da dividere tra le tre superpotenze, e quindi dominare la terra. Ecco perché Trump vuole la disgregazione dell’Europa e dei suoi sistemi democratici, che hanno contribuito alla realizzazione di uno stile di vita e di un imponente progresso di welfare sconosciuto nel resto del mondo, Usa compresi.
Ucraina, Russia e la falsa pace imposta da Trump
Trump vuole anche portare Putin dalla sua parte, malgrado la sua totale dipendenza dalla Cina, che non consentirà mai alla Russia di cambiare casacca. Infatti, pur di avere l’alleanza dello zar, che ripetiamo non avrà mai, Trump lo ha riabilitato, e vuole offrire alla Russia una vittoria che in quattro anni non ha saputo conquistare. Il presidente Usa sta facendo di tutto per imporre all’Ucraina una pace che somiglia a una capitolazione, per niente dignitosa, che l’Ucraina non merita per il coraggio dimostrato e perché non è stata sconfitta sul campo di battaglia. Addirittura, come ulteriore grazioso omaggio a Putin, Trump ha voluto la rottura dell’alleanza con l’Europa, lasciando il vecchio continente, militarmente debole, in balia di un personaggio che costituisce una minaccia fortissima per il suo futuro di indipendenza e libertà.
Il silenzio dei leader europei e le parole di Meloni e Callas
La cosa peggiore, però, è il silenzio di tutti i leader europei, nonché purtroppo le dichiarazioni di due alti personaggi dell’Ue che hanno proseguito con la minimizzazione delle decisioni di Trump e addirittura concedendo alcune affermazioni positive sul documento della strategia del Presidente Usa. Ha sbagliato infatti l’Alto rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, Kaja Callas, che ha dichiarato: “Gli Stati Uniti sono ancora il nostro più grande alleato” e “alcune critiche sono anche fondate”. Così come ha sbagliato la premier italiana Giorgia Meloni, che già aveva commentato positivamente l’ignobile intervento di J. D. Vance, vice presidente degli Usa, tenuto a Monaco il 15 febbraio 2025, con la frase: “J. D. Vance ha ragione, l’Europa si è persa”.
Inoltre, dopo mesi di invito a tutti i colleghi Europei di assecondare e non irritare Trump, ha rilasciato un’intervista a Enrico Mentana su La7 dichiarando di condividere “il documento strategico di Trump” e “alcuni giudizi sulla politica dell’Unione europea”, e aggiungendo: “Gli americani decidono oggi come difendere i loro interessi perché hanno la forza per farlo. Quando l’Europa vuole difendere i suoi interessi?”.
Riarmo europeo e assenza di una strategia
Quindi la premier Meloni condivide molti insulti degli americani all’Europa, non dice nulla su altre affermazioni altrettanto gravi, accetta che gli Usa possano decidere di fare i loro interessi a nostro discapito e non spiega come l’Europa dovrebbe difendere i suoi interessi, perché certamente l’idea della Commissione Ue del riarmo dei singoli Stati è una totale stupidaggine. E ciò perché 27 piccoli eserciti di 27 nazioni divise non potrebbero mai essere la soluzione della sicurezza dei nostri confini esterni. E quindi Meloni non ha alcuna strategia.
Federazione degli Stati d’Europa: l’unica soluzione possibile
È evidente che l’unica soluzione sia la costituzione della Federazione degli Stati d’Europa con chi ci sta. A maggior ragione oggi, che è definitivamente imploso l’ombrello Usa. E allora perché la premier Meloni, l’intera maggioranza e tutta l’opposizione, seguono la linea della congiura del silenzio e nessuno, malgrado qualche voce nel deserto autorevolissima, affronta questo tema. Perché da anni, dopo l’inizio dell’aggressione all’Ucraina, si è solo fatto finta di trovare altre soluzioni che di fatto non esistono?
Vista questa mancanza di dibattito, il fatto di ignorare che l’Ue non può coordinare un esercito europeo, perché non è un’entità statuale, e perché gli Stati ne hanno inutilmente la totale sovranità, come potrebbe mai funzionare il “riarmo”? La Federazione, di cui c’è bisogno estremo e immediato, dovrebbe costituire, come avevano pensato i nostri padri fondatori, lo strumento unitario per la difesa con il solo compito di unificare le forze armate, garantire una politica estera unica e un Governo guidato dal presidente eletto dai cittadini degli Stati federati. Il resto dei poteri resterebbe alle singole nazioni.
Sovranismo, sicurezza e tradimento dell’interesse nazionale
La premier Meloni ha dichiarato che “l’Italia non è in condizione di difendersi”, quindi avrebbe dovuto spingere su questa direzione e non affidarsi all’alleanza Usa, specie con l’attuale ormai dichiarata rottura, su cui insiste forse perché pensa che, siccome si va verso la disgregazione dell’Europa, l’Italia, grazie al suo rapporto con Trump, sarebbe comunque protetta? Ma, a parte il fatto che questo famoso rapporto non ha dato finora alcuna concreta prova di esistenza, come sarebbe garantita questa eventuale protezione speciale, considerato che dal documento di Trump l’obiettivo è di spostare tutto il potenziale bellico dall’Europa al Pacifico?
Ma soprattutto come dimenticare l’abitudine storica degli Americani di abbandonare gli alleati al loro destino, dall’oggi al domani, se la guerra non conviene più, come accaduto in Vietnam e Afghanistan? E infine, dov’è il senso vero del sovranismo al potere, se dove si governa non si è neanche in grado di garantire la sicurezza dei confini ai propri cittadini e l’unico obiettivo è quello di cancellare la democrazia e consegnare gli Europei ai tiranni? E come si può accettare che si rinunci, per pura ideologia sovranista, alla Federazione dell’Europa, per mettere alla pari tutti i cittadini degli Stati che aderiscono, l’unico modo per tutelarci dalla minaccia delle superpotenze, guidate da autocrati senza etica e rispetto per nessuno, ed evitare di diventarne coloni e sudditi?
Questo è l’esatto contrario della difesa dell’interesse nazionale. Piuttosto, somiglia al tradimento di ogni speranza di un futuro di pace, benessere, libertà e indipendenza dei popoli europei.
On. Nicola Bono
Presidente associazione Europa Nazione

