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Nuovo progetto di economia circolare per Consorzio San Daniele Dop

Nuovo progetto di economia circolare per Consorzio San Daniele Dop

Inaugurato impianto per riciclo e valorizzazione del sale esausto

Roma, 24 giu. (askanews) – Prosegue l’impegno per la sostenibilità del Consorzio di tutela del Prosciutto di San Daniele Dop: è stato inaugurato lunedì 23 giugno, a Trasaghis (UD), il nuovo impianto per il recupero e la valorizzazione degli scarti salini derivanti dalla produzione del San Daniele Dop. Si tratta di una struttura unica nel suo genere a livello europeo, pensata per trattare e rigenerare due tipologie di rifiuti – il sale solido esausto e la salamoia – trasformandoli in prodotti riutilizzabili nell’ambito del trattamento stradale antighiaccio, della concia delle pelli e dell’industria. Il tutto secondo un modello di economia circolare che riduce sensibilmente i costi di smaltimento, l’impatto ambientale e le emissioni di CO2.

Il nuovo impianto sorge a pochi chilometri dal distretto di San Daniele e garantisce il 100% del fabbisogno di trattamento dei 31 produttori consorziati. È stato concepito su due linee operative: una linea per il sale solido, attiva circa 200 giorni all’anno, e una per la salamoia, operativa 350 giorni l’anno, 24 ore su 24. Il sale esausto viene sottoposto a vagliatura, lavaggio igienizzante, essiccamento e insaccamento, mentre la salamoia è trattata con una sequenza di processi fisico-chimici e biologici che ne consentono la separazione in acqua pulita ed elementi solidi recuperabili.

La gestione coordinata per il trattamento del sale e della salamoia per i produttori del San Daniele avviene dai primi anni duemila conferendo i materiali a impianti abilitati fuori regione. Alla luce dell’avvio del nuovo impianto, il trasporto dei rifiuti salini è stato completamente eliminato: gli automezzi che partono da San Daniele del Friuli percorrono oggi solo 35 km tra andata e ritorno, con una riduzione stimata dell’88% delle distanze e una conseguente diminuzione del 90% delle emissioni di CO2.

Il sale rigenerato, al termine del trattamento, che non può essere destinato a usi alimentari, trova nuova vita in applicazioni sostenibili. Grazie alla sua qualità tecnica, potrà essere utilizzato come agente antighiaccio per strade e autostrade regionali o impiegato nella concia delle pelli, offrendo così una seconda destinazione d’uso in ambiti industriali. Dal punto di vista energetico, l’impianto è dotato di un sistema di cogenerazione che copre il 97% del fabbisogno elettrico e il 49% di quello termico, migliorando ulteriormente l’efficienza e riducendo i consumi.

Per il presidente del Consorzio Nicola Martelli “con questo impianto completiamo un percorso strategico che parte dalla responsabilità e arriva all’innovazione. Siamo riusciti a trasformare un elemento di scarto in una risorsa, dimostrando come anche un comparto fortemente legato alla tradizione possa essere capace di evolversi e guidare il cambiamento”.

“Negli ultimi anni, la gestione degli scarti salini ha rappresentato una sfida crescente per il comparto, sia in termini economici che operativi. L’assenza di impianti dedicati e l’aumento dei costi di smaltimento ci hanno spinto a individuare una soluzione in grado di garantire continuità, efficienza e sostenibilità” ha aggiunto Mario Emilio Cichetti, direttore generale del Consorzio.