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Obiettivo Regione: ridurre gap col Veneto

Obiettivo Regione: ridurre gap col Veneto

Articolo 118 Costituzione

Il macroscopico problema che c’è nel nostro Paese riguarda la differenza dei parametri fondamentali di natura economico-sociale che vi è fra le otto regioni del Nord (ricche) e le otto regioni del Sud (povere rispetto alle prime).
Nel Settentrione reddito pro capite, Pil pro capite e Pil totale sono tre parametri il cui valore è pressoché doppio rispetto allo stesso delle otto regioni del Sud.

Ora, è noto che gli investimenti nelle aree depresse rendono da cinque a dieci volte di più rispetto agli stessi investimenti effettuati nelle aree sviluppate. Non si capisce perciò per quale motivo l’attuale Governo (e i precedenti) non si stia preoccupando di produrre un piano generale per diminuire il gap prima indicato.
Sembra strano che il Governo abbia messo in cantiere il Piano Mattei per aiutare alcune regioni dell’Africa a progredire economicamente e socialmente, ma non faccia la stessa cosa amplificata per le otto regioni del Sud.

Zes e politiche insufficienti per il Mezzogiorno

È vero che sono state istituite le Zes (Zone economiche speciali) con l’obiettivo di fare aumentare gli investimenti nel Sud Italia, ma è anche vero che la dotazione è totalmente insufficiente a raggiungere gli obiettivi (ricordiamo, la diminuzione delle differenze socio-economiche fra Nord e Sud).
Inoltre, bisogna aggiungere che vi è un altro forte ostacolo alla crescita delle regioni meridionali ed è la disfunzione endemica della Pubblica amministrazione. Questa non è attualmente organizzata in maniera efficace, per cui il lavoro dei propri dirigenti e dipendenti prescinde dal raggiungimento dei risultati.

Cosicché si verifica un’anomalia generale e cioè che le istituzioni sborsano decine di miliardi per pagare il loro personale senza che questo renda, come sarebbe opportuno, in base a un modello organizzato funzionale. E tale comportamento è condannabile in quanto non si possono adoperare “male” i quattrini di cittadine e cittadini, pagati anche con fatica mediante imposte e contributi.
La conseguenza è che i servizi resi alla gente sono di pessima qualità, ritardano continuamente e non raggiungono gli obiettivi necessari allo sviluppo, soprattutto, del Sud.

Gestione dei rifiuti e divario ambientale Nord-Sud

Prendiamo per esempio tutto il settore dei rifiuti. Vi è una macroscopica differenza fra Nord e Sud del Paese. Nelle otto regioni del Nord vi sono ventisei termovalorizzatori attivi, mentre al Sud ve ne sono solo sei, con la conseguenza che in queste zone impera la “cupola” di chi gestisce le discariche, che provocano un danno rilevante all’ambiente e a chi ci vive.
Le Amministrazioni meridionali non sono state capaci di adeguarsi a un sistema di smaltimento moderno, come invece hanno fatto le otto regioni del Nord.

L’articolo 120 della Costituzione consente ai Governi di sostituirsi alle Amministrazioni locali, quelle delle Regioni comprese, quando esse non raggiungono i Livelli essenziali delle prestazioni. Ma in quasi ottant’anni di democrazia non abbiamo mai visto un Governo utilizzare tale potere. Il che spiega ancora una volta il mantenimento delle differenze macroscopiche fra Nord e Sud Italia.

Infrastrutture e mancata applicazione della sussidiarietà

Un altro gap fondamentale riguarda le infrastrutture, fra cui quelle stradali e autostradali, quelle ferroviarie, quelle delle reti idriche, elettriche e del gas, nonché le riparazioni idrogeologiche del territorio e altro. Le Amministrazioni meridionali hanno fin qui dimostrato la loro incompetenza e impotenza nel diminuire tali differenze fra le loro regioni e quelle settentrionali.
E anche in questo caso sarebbe stata indispensabile l’applicazione dell’articolo previsto dalla Costituzione, cioè il principio di sussidiarietà, per diminuire i gap che si riscontrano in ogni campo, migliorando la qualità della vita di cittadine e cittadini delle otto regioni del Sud.

Quest’obiettivo in ottant’anni non è mai stato raggiunto (anche volontariamente) e continua a non esserlo. Non solo, ma non vi è traccia nelle chiacchiere diffuse da un’opposizione disgraziatamente frazionata, anche su questo. Per cui, se quest’ultima vincesse le elezioni del 2027, tutte le questioni che vi stiamo elencando rimarrebbero tali e quali.
Un disastro che colpirà inevitabilmente le future generazioni.