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Ogni anno 30 mld metri cubi prelievo acqua, 41% per agricoltura

Ogni anno 30 mld metri cubi prelievo acqua, 41% per agricoltura

Analisi del Crea in vista della Giornata mondiale acqua

Roma, 20 mar. (askanews) – Negli ultimi 100 anni la risorsa idrica rinnovabile si è ridotta del 20%, mentre i prelievi d’acqua nel Paese raggiungono ogni anno i 30 miliardi di metri cubi, di cui il 41% è assorbito dall’agricoltura. Un quadro che conferma quanto la gestione efficiente dell’acqua sia oggi una leva strategica per la competitività, la sostenibilità e la resilienza del settore primario. Lo sottolinea una analisi del Crea sull’uso irriguo e i consigli per ottimizzarne l’utilizzo in campo realizzaa in vista della Giornata mondiale dell’acqua.

Lo studio evidenzia, inoltre, come, nell’ultimo decennio, le coltivazioni che hanno occupato la quota più elevata di superficie irrigata siano state il mais da granella (19%), la vite (9,5%), le altre foraggere (8,8%) e le ortive (8,6%). Nello stesso periodo, l’aumento più marcato delle superfici irrigate ha riguardato legumi e girasole, entrambe in crescita del 50%, segnale di un’agricoltura che si sta ridefinendo anche nelle proprie esigenze idriche.

Il documento sottolinea che il tema irriguo non riguarda soltanto la disponibilità di acqua, ma anche la capacità di governarla, misurarla e distribuirla in modo più efficiente. Pertanto, in un contesto segnato dalla contrazione della risorsa idrica e dalla crescente pressione climatica, investire nell’ammodernamento del sistema irriguo significa rafforzare la tenuta dell’agricoltura italiana e la sua capacità di produrre valore in modo sostenibile.