Gli olivicoltori del Belìce fanno fronte comune - QdS

Gli olivicoltori del Belìce fanno fronte comune

Pietro Vultaggio

Gli olivicoltori del Belìce fanno fronte comune

martedì 24 Gennaio 2023 - 09:47

Vincenza Viola, referente Uci, illustra al QdS la strategia degli imprenditori del settore. Dalla sottoscrizione di uno statuto alla creazione di un’associazione che rappresenti le loro istanze

CASTELVETRANO (TP) – Il Quotidiano di Sicilia riaccende i riflettori su un tema ormai passato in secondo piano: la crisi dell’olivicoltura. Il tempo ha infatti l’ingrato compito di far dimenticare ai più quello che è accaduto, ma anche il grande compito – certamente più nobile – di far ricordare al presente cosa è giusto riprendere e ritrattare. A Castelvetrano c’è un gruppo di produttori che, sotto l’ufficialità aggregativa, sta portando avanti istanze e problematiche legate al settore. Ma andiamo per gradi, a novembre scorso le cifre basse di vendita del prodotto olivicolo paventavano un abbandono incondizionato delle terre, ma un gruppo di agricoltori si era fatto avanti per trovare una soluzione in grado di garantire un prezzo minimo annuale di mercato.

Avevamo parlato con Vincenza Viola, referente Uci (Unione coltivatori italiani), la quale, con il grido di “è tempo di garantire un guadagno dignitoso anche a chi, nella produzione per la coltivazione e per la raccolta, spende cifre assurde per poi dover svendere e non recuperare quanto speso”, ci aveva notiziato sulla possibilità di lì a breve di una strada alternativa fatta di resistenza come mai prima. Questa nuova ‘porta’ comprendeva la volontà di aggregazione scaturita da una assemblea tra i commercianti e i trasformatori finali. La proposta, scaturita da quella riunione, ha stabilito di fissare per pezzature (per calibro) un prezzo minimo di mercato, dal quale ci si può discostare, in alzata, solo per qualità. C’eravamo lasciati con due promesse: una riguardante la vera costituzione della forma associativa fra tutti i soggetti partecipanti all’assemblea e l’altra concernente il superamento del pensiero atavico della diffidenza dei produttori al fine di fare fronte comune e farsi sentire con le istituzioni. Oggi, abbiamo ricontattato Enza Viola.
“Dall’ultima volta in cui ci siamo sentiti – dice ai nostri microfoni – ci sono stati altri due incontri alla presenza di circa cento agricoltori della Valle del Belìce, dove abbiamo confermato la volontà di ufficializzare la nostra aggregazione sotto il nome di un’associazione, con uno statuto che ha degli scopi sociali volti alla promozione e alla valorizzazione del nostro prodotto, ma anche ad una interlocuzione costante con le istituzioni. Abbiamo quindi coinvolto i produttori di Campobello, Santa Ninfa, Partanna e Castelvetrano ed abbiamo presentato a tutta l’assemblea lo statuto, approvato il 18 gennaio scorso”.

“Adesso – prosegue Viola – dobbiamo registrare l’associazione ed istituzionalizzare finalmente questa consulta che da spontanea diventa organizzativa. Sul nome da dare, ci stiamo ancora pensando perché deve raggruppare la volontà di tutti e deve abbracciare completamente l’intera produzione dell’olio e dell’oliva. Ci intesteremo diverse battaglie politiche, che speriamo vadano a buon fine”.

Sui primi obiettivi dell’associazione, la referente Uci ha le idee chiare: “Finalità cardine saranno l’istituzione e la promozione del borsino delle olive da tavola e con la disponibilità – già ampiamente data – dell’assessorato di riferimento e della Camera di Commercio di Trapani faremo in modo di indire un tavolo tecnico e stabilire i vari punti. Proveremo a inglobare in questa forma di aggregazione tutti i produttori della Valle del Belice delle olive da mensa ed anche chi produce l’olio a denominazione di origine protetta con la nostra Nocellara”.

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