Omicidio a La Spezia, all’istituto scolastico Einaudi Chiodo: un ragazzo di 19 anni ha accoltellato mortalmente un coetaneo colpendolo al costato sinistro, perforandogli fegato, diaframma e un pezzo di polmone.. Trasportato in ospedale con codice rosso, il giovane è stato sottoposto ad un intervento chirurgico: ma è deceduto in serata. Il responsabile dell’accoltellamento è un diciannovenne originario del Marocco che avrebbe detto ai poliziotti che lo ha colpito per ucciderlo con un coltello che si sarebbe portato da casa. Adesso il diciannovenne sarà accusato di omicidio.
L’episodio di violenza è avvenuto poco prima di mezzogiorno, il tutto sarebbe nato “dopo un diverbio forse per questioni sentimentali” fa sapere la Questura della Spezia. I poliziotti hanno raccolto più informazioni possibili per chiarire i motivi della violenza, sono in corso le indagini.
Studente accoltellato a scuola, il sindaco di La Spezia: “Inaccettabile”
“Inaccettabile che nelle nostre scuole un ragazzo possa rischiare la vita per una coltellata data da un altro studente. È veramente il momento di dare una stretta per garantire sicurezza a tutti, in primis nelle scuole”. Così all’Adnkronos il sindaco di La Spezia Pierluigi Peracchini, sull’accoltellamento dello studente di 19 anni avvenuto questa mattina all’istituto Einaudi-Chiodo per mano di un coetaneo fermato dalla polizia. “Esprimo vicinanza allo studente colpito e alla sua famiglia”, conclude.
Accoltellamento studente a scuola, Studenti Medi ligure: “Frutto di un diffuso sentimento di violenza”
“Questa mattina uno studente dell’istituto Domenico Chiodo di La Spezia è stato aggredito con un coltello da un coetaneo durante la ricreazione. Si tratta della manifestazione plastica di un paese in cui la sicurezza viene sbandierata come slogan e non con misure davvero educative, che prevengano gli episodi violenti anziché avere l’unico scopo di reprimerle quando sono già state commesse”. Così la Rete degli Studenti Medi ligure in merito al grave accoltellamento all’istituto Einaudi-Chiodo di La Spezia.
“L’aggressione di stamattina – prosegue il sindacato studentesco – è il frutto di un diffuso sentimento di violenza che permea la nostra società da troppo tempo. Non possiamo in alcun modo tollerare oltre questo clima, e chiediamo che le istituzioni si adoperino per rendere la scuola un posto sicuro per studenti e studentesse. Non, però, attraverso l’unico strumento di cui il ministro dell’istruzione e del merito ha dimostrato di essere a conoscenza: la repressione. Chiediamo che le istituzioni, di concerto con la comunità educante, si impegnino a portare nelle scuole nuove forme di educazione al rispetto, che oltreché la ferma condanna della violenza in ogni sua forma, passi soprattutto per la diffusione di un nuovo sistema-mondo, libero dalla prevaricazione del più forte e fondato sul dialogo e il confronto sano”.
“Non vogliamo – continua la Rete – andare a scuola con la paura di non tornare. La presenza di armi letali nei nostri istituti costituisce un precedente che ci avvicina pericolosamente ad altre parti del mondo, e non può essere tollerata. Vogliamo che le istituzioni si esprimano e prendano provvedimenti pro futuro, per evitare che si ripeta quanto accaduto”.
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