Home » Province » Palermo » Palermo, a tre mesi dall’omicidio di Paolo Taormina riapre il locale di famiglia: “Portiamo avanti il suo sogno”

Palermo, a tre mesi dall’omicidio di Paolo Taormina riapre il locale di famiglia: “Portiamo avanti il suo sogno”

Palermo, a tre mesi dall’omicidio di Paolo Taormina riapre il locale di famiglia: “Portiamo avanti il suo sogno”
Il luogo del delitto. Foto Dire

Sono passati tre mesi dall’omicidio di Paolo Taormina, ucciso con un colpo di pistola nella notte di sabato 11 ottobre 2025 da Gaetano Maranzano, e dopo il dissequestro la famiglia ha deciso di riaprire il locale “O’ Scrusciu”. L’annuncio è arrivato sui social dalla madre del giovane, Fabiola: “Paolo, ci impegneremo a portare avanti quello che era il tuo sogno. Vi aspettiamo in tanti”.

Ad accompagnare il post le foto nel giorno dell’inaugurazione del locale circa un anno fa dove si vede Paolo insieme alla sorella e al fratellino sorridere entrando nel locale: “Paolo mi ha detto di riprendere la nostra vita in mano – continua Fabiola -. Un giorno, guardando dei video, mi è apparsa una lettera: era di un padre che non c’è più. Diceva che sarà sempre accanto alla sua famiglia, parlava di un fiocco rosso. Mio figlio, in occasione dell’inaugurazione del locale cercava proprio un fiocco di quel colore. Parole che per me sono un segnale inequivocabile e che devono darci la forza di ricominciare”.

“Vita mia – si legge ancora – stasera fisicamente non sarai con noi, ma la tua anima e il tuo cuore saranno con noi. Porteremo avanti il tuo sogno. Mi manchi amore mio”.

“O Scrusciu”, una riapertura tra zona rossa e paura

La riapertura dell’”O Scrusciu” avverrà in una Palermo diversa rispetto a qualche mese: in zona rossa, con più controlli ma soprattutto ancora impaurita per il clima di insicurezza e violenza che si sta vivendo in città nelle ultime settimane. L’ultimo episodio in centro, per ordine di tempo, risale al 20 dicembre quando una donna di 33 anni è rimasta ferita da un colpo di fucile sparato da un ragazzo di 21 anni.

Purtroppo le preoccupazioni non riguardano solo il centro storico, nelle ultime settimane anche lo Zen è diventato teatro di episodi criminali soprattutto all’indirizzo della chiesa San Filippo Neri. Per questo motivo, in settimana si è svolto il Comitato per l’Ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura a Palermo: rafforzamento dei servizi di prevenzione e controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine ma anche l’implementazione di sistemi di videosorveglianza soprattutto vicino agli obiettivi maggiormente esposti a potenziali danneggiamenti o aggressioni criminali. E ancora: sinergia delle partecipate del Comune per migliorare i servizi, dall’eliminazione dei rifiuti alla luce e la lotta all’occupazione abusiva delle case popolari. Queste le decisioni principali per aumentare la sicurezza dello Zen dopo i recenti fatti di cronaca nel quartiere periferico di Palermo che hanno scosso sia gli abitanti del quartiere che l’opinione pubblica.

Nel corso della riunione è intervenuto anche padre Giovanni Giannalia, parroco della chiesa di San Filippo Neri che, come noto, è stata danneggiata, nei giorni scorsi, da colpi d’arma da fuoco in due distinti episodi. Il religioso si è soffermato sulle situazioni di degrado in cui versa quell’area urbana e sul contesto di profondo disagio economico, culturale e sociale che favorisce i fenomeni criminali.

Iscriviti gratis al canale WhatsApp di QdS.it, news e aggiornamenti CLICCA QUI