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Omicidio piccola Elena Del Pozzo, Martina Patti chiede giustizia riparativa: “Ho fatto una cosa orribile”

Omicidio piccola Elena Del Pozzo, Martina Patti chiede giustizia riparativa: “Ho fatto una cosa orribile”
Elena Del Pozzo

La consapevolezza della gravità del gesto sarebbe maturata durante il percorso psicologico in carcere. “Solo ora realizzo ciò che ho fatto”

“Ho fatto qualcosa di orribile, ho ucciso mia figlia“. Con queste parole Martina Patti, collegata in videoconferenza dal carcere, ha chiesto alla Corte d’assise d’appello di Catania di poter accedere a un percorso di giustizia riparativa. La 26enne è stata condannata il 12 luglio 2024 a 30 anni di reclusione per l’omicidio della figlia Elena, la bambina di quasi cinque anni uccisa nel giugno 2022 a Mascalucia, nel Catanese. Dopo il delitto, la donna aveva nascosto il corpo in un campo vicino casa, fingendo poi un rapimento all’uscita dall’asilo. La richiesta è stata presentata dagli avvocati Tommaso Tamburino e Gabriele Celesti durante l’udienza davanti alla Corte d’assise d’appello.

Martina Patti: “Mi sono resa conto di aver fatto una cosa orribile”

Martina Patti ha spiegato che la consapevolezza della gravità del gesto sarebbe maturata durante il percorso psicologico intrapreso in carcere. “Solo adesso realizzo davvero quello che ho fatto”, avrebbe riferito ai giudici, chiedendo perdono per la morte della figlia. L’accesso alla giustizia riparativa ha però trovato la netta opposizione della Procura generale, rappresentata dalla sostituta Agata Consoli, e dell’avvocata Barbara Ronsisvalle, legale del padre e dei nonni paterni della piccola Elena, costituiti parte civile nel processo. La Corte si è riservata di decidere sull’istanza e renderà nota la propria scelta nell’udienza fissata per il 7 luglio. Martina Patti è imputata per omicidio premeditato aggravato, occultamento di cadavere e simulazione di reato.

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