Prima un boato poi l’applauso. Questa è stata la reazione dei presenti in aula quando la Corte d’Assise di Rimini ha annunciato di avere assolto Louis Dassilva dall’accusa dell’omicidio di Pierina Paganelli, la pensionata di 78 anni uccisa nell’ottobre del 2023. Il verdetto è arrivato nella notte dopo 16 ore di camera di consiglio.
Le lacrime di Dassilva
Il 36enne alla pronuncia della sentenza è scoppiato in lacrime. Invece, i parenti della vittima, i figli Chiara, Giuliano e Giacomo Saponi, la sorella e i nipoti alla sentenza sono rimasti seduti in silenzio impassibili. “Ho acquistato molta fiducia nella giustizia”, ha detto Valeria Bartolucci, la moglie di Dassilva.
Dassilva è poi uscito dal carcere di Rimini poche ore dopo portando a mano alcuni borsoni e sacchetti con i suoi averi. Ad attenderlo c’era la moglie che lo ha abbracciato. “Ha vinto la giustizia”, ha dichiarato l’uomo ai giornalisti presenti. “Non torneremo mai più in via del Ciclamino”, ha aggiunto la moglie.
Il processo e il ruolo della nuora della vittima
Il processo, iniziato il 15 settembre 2026, si è concentrato tutto sulla figura di Manuela Bianchi, nuora della vittima il cui amante era Dassilva. Fu lei a trovare il corpo la mattina del 4 ottobre di tre anni fa: venne interrogata per tre giorni, indagata per favoreggiamento, alla fine ha confessato tra le lacrime di aver incontrato Louis in garage prima di scoprire il corpo di Pierina. Dassilva ha sempre ribadito la sua innocenza e negato di avere avuto una relazione con Manuela Bianchi, ammettendo due ulteriori relazioni oltre alla compagna in Senegal con cui ha due figli. “Valeria mi ha sempre perdonato lo avrebbe fatto anche stavolta”, aveva detto il 36enne. Così è stato.
In nove mesi sono state raccolte diverse intercettazioni, atti e perizie tecniche come l’esame del Dna. Nessun elemento è stato trovato che potesse collegare Dassilva all’omicidio di Pierina Paganelli. La difesa aveva chiesto l’assoluzione per Dassilva, mentre la Procura aveva chiesto l’ergastolo.
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