Cronaca

Omicron 5 fa paura all’estate, l’ipotesi lockdown e quando ci sarà il picco

Quasi diecimila in Sicilia, oltre 130mila in Italia. Il numero dei contagi Covid, con Omicron 5 a trainare, fa davvero paura. E siamo in estate, figurarsi cosa potrebbe succedere in autunno.

Proprio per questo c’è chi invoca il ritorno a delle misure restrittive, anche perché gli ospedali si stanno di nuovo riempendo. In Sicilia ci sono 100mila contagiati e la soglia di occupazione dei reparti ha superato il 20%, quando l’allarme scatta dopo il 15%.  Con una parola che riecheggia, temuta: lockdown. Ma è davvero possibile, dopo due anni e mezzo di pandemia?

Omicron 5, momento del picco

“Siamo in una fase di transizione tra andamento pandemico ed endemico del virus, con il quale dovremo convivere a lungo, salvo ovviamente l’insorgenza di nuove varianti più patogene”, dice Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore sanitario dell’ospedale Galeazzi di Milano.

“Il virus tende naturalmente ad adattarsi meglio all’ospite e rispetto a ebola, ad esempio, uccide molto meno ma si diffonde molto di più. Endemia non vuol dire aver archiviato il problema, l’andamento sarà come quello delle onde dello stagno quando si getta un sasso. Ci aspettavamo l’onda autunnale, è arrivata prima. 

Omicron 5 è contagiosissima, più del morbillo e della varicella: pensando al famigerato R0, tempo fa era 2,5 con delta 7, ora siamo come stima a 15 e 17. Omicron 5 ha una grande capacità di diffusione nonostante siamo in estate, quindi caldo, vita all’aperto e maggiore ventilazione.

Inoltre, questa variante schiva la protezione da guarigione: il 9% di chi ogni giorno si infetta ha già avuto il Covid. E infine qualcuno ha parlato di una variante buona, perché meno letale: c’è da dire che si replica maggiormente nelle alte vie aeree e meno nei polmoni, ma se il virus inciampa in una persona con una protezione incompleta rischia di fare danni seri”.

Omicron 5, lockdown tra le ipotesi

E per quanto riguarda le restrizioni? “Pianifichiamo e comunichiamo prima, questa volta. I provvedimenti, nonostante l’andamento incerto del virus, vanno preparati e spiegati. Penserei a una scala, a diverse ipotesi, nella quale c’è anche il lockdown in autunno.  La mascherina io l’avrei tenuta, ma è stata una decisione politica. Va utilizzata come gli occhiali da sole, questo è il miglior esempio che si può fare. La mascherina protegge a scuola o in ambienti di lavoro, comunque al chiuso e può evitare che scoppi un focolaio. Valuterei anche l’obbligo in certi contesti al chiuso per l’autunno”, ha concluso Pregliasco.

Omicron 5, un lockdown già di fatto

“Non sarà un lockdown proclamato, ma a metà luglio, quando la fiammata estiva di Omicron dovrebbe aver raggiunto il suo acme, una bella fetta d’Italia rischia di essere di nuovo in lockdown”. E’ quanto scrive su Facebook Matteo Bassetti, primario di Malattie infettive al Policlinico San Martino di Genova. Il motivo? “Perché in isolamento domiciliare si potrebbero ritrovare 2-3 milioni di italiani se non di più. Che sommati a quelli in ferie rischiano di mandare in tilt servizi essenziali, come quelli finalizzati alla sicurezza, i trasporti, la protezione civile già sotto stress , la stessa sanità, dove in media tra luglio e agosto metà del personale se ne va in vacanza, mettendo fuori uso un letto su tre. Per non parlare del settore turistico e della ristorazione” preannuncia Bassetti.

La situazione in Sicilia

Sono complessivamente 9.993 i contagi da coronavirus in Sicilia ieri, 5 luglio 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Registrati 14 morti. I nuovi casi sono stati individuati su 29.849 tamponi processati: 742 sono relativi ai giorni scorsi. Gli attuali positivi nell’Isola salgono a 105.639 (7.030 in più rispetto a ieri).

In un solo giorno i guariti sono stati 3.691, mentre dei 14 decessi riportati oggi (11.245 dall’inizio dell’emergenza pandemica) solo uno si è registrato oggi mentre gli altri si riferiscono ai giorni scorsi. Degli attuali positivi i ricoverati con sintomi sono 903, mentre si trovano in terapia intensiva 38 pazienti. Questa la ripartizione su base provinciale dei nuovi casi: 1.958 a Palermo, 2.316 a Catania, 1.175 a Messina, 796 a Ragusa, 776 a Trapani, 1.368 a Siracusa, 600 a Caltanissetta, 1.225 ad Agrigento e 521 a Enna.