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Omicron 3 in Sicilia, casi Palermo e Partinico: i sintomi

Omicron 3 in Sicilia, casi Palermo e Partinico: i sintomi
Omicron 4

Omicron 3 è arrivata in Sicilia. La nuova variante Covid infatti è stata diagnosticata a Palermo e a Partinico.

Omicron 3 è arrivata in Sicilia. La nuova variante Covid infatti è stata diagnosticata a Palermo e a Partinico. Ancora non si sarebbe particolarmente diffusa nella popolazione, con la stragrande maggioranza dei casi che rimangono di Omicron o di Omicron 2.

Secondo gli esperti, comunque, non ci sarebbe da allarmarsi, almeno fino a questo momento.

Quali sono i sintomi di Omicron 3

Non ci sono grandi differenze con le “gemelle” Covid. I sintomi più comuni con cui si presenta Omicron 3 sono sostanzialmente leggeri: febbre (ma non sempre), raffreddore, naso che cola, dolori muscolari, a volte problemi intestinali, stanchezza.

Difficile un coinvolgimento polmonare. Occhio, comunque, ai soggetti non vaccinati e ai più fragili.

Un altro sintomo da sempre indicativo del contagio è stata considerata la perdita di olfatto e gusto che con questa variante sembra essere attenuata.

Calati anche i ricoveri in ospedale, proprio perché gli organi interni vengono meno colpiti. Il calo dei casi e l’attenuazione dei sintomi è in ogni caso legata anche alla maggior diffusione del vaccino anti Covid.

Omicron resiste più sulle superfici

La variante Omicron resiste sulle superfici più a lungo rispetto al virus SarsCov2 originario e ciò potrebbe facilitare la trasmissione dell’infezione attraverso il contatto con le superfici o altri oggetti, i cosiddetti fomiti.

È quanto sostiene uno studio condotto dalla University of Hong Kong pubblicato su bioRxiv, piattaforma su cui vengono rese disponibili ricerche prima della valutazione da parte della comunità scientifica.

I ricercatori hanno verificato la stabilità del virus su diverse superfici sia lisce sia porose. In tutti i casi, Omicron si è dimostrata più resistente del virus di Wuhan. Sull’acciaio inossidabile, due giorni dopo l’inizio dell’esperimento rimaneva attivo solo lo 0,09% delle particelle virali del ceppo originario contro il 14,18% di Omicron.

Quest’ultima, dopo 7 giorni aveva ancora quasi il 2% delle particelle di virus attive. Sulla plastica (polipropilene), dopo due giorni rimaneva attivo solo lo 0,14% del virus originario contro l’8,47% di Omicron; sul vetro lo 0,1% del virus di Wuhan contro il 6,13% di Omicron.

Risultati meno evidenti sono stati osservati sulle superfici porose, sulle quali il virus si degrada molto più velocemente.