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Gli operai morti a Palermo, i familiari di Tiberi: “Non lavorava in nero”

Gli operai morti a Palermo, i familiari di Tiberi: “Non lavorava in nero”

La moglie sottolinea: “Mio marito lavorava con questa ditta da tempo, non ha mai avuto problemi e non era in nero. Lavorava a quel palazzo da una settimana”

È il tempo dei ricordi, che si mischiano al dolore per la perdita terribile. Il giorno dopo la tragedia del lavoro a Palermo nella quale sono morti due operai precipitati dopo il cedimento della gru arrivano i racconti dei familiari.

La moglie di Daniluc Tiberi, l’operaio romeno di 50 anni morto ieri assieme a Najahi Jaleleddinne, sottolinea: “Mio marito lavorava con questa ditta da tempo, non ha mai avuto problemi e non era in nero. Lavorava a quel palazzo da una settimana”.

Le indagini, i due operai non erano iscritti né a Cassa Edile né a Edilcassa

Tuttavia, gli inquirenti hanno invece accertato che i due non erano iscritti né alla Cassa Edile né alla Edilcassa e che la ditta per cui lavoravano, la Edil Tech, non comunicava l’apertura di un cantiere dal 2016.

Acceso un lumino sul luogo della tragedia

La moglie, la sorella e il cognato della vittima hanno acceso un lumino e lasciato dei fiori a due passi dallo scivolo del centro di revisione auto dove sono caduti gli operai, in via Ruggero Marturano.

Le parole dei familiari

“Ci sono tante informazioni sbagliate – dice la sorella dell’operaio – c’erano quelli che lavoravano in nero ma mio fratello non era in nero”.

Il cognato aggiunge: “In questi momenti non ho parole per descrivere quello che provo, Daniluc era una brava persona come sanno tutti. Portava il pane a casa e un grande lavoratore. Questa tragedia ci ha distrutto”.

Recuperato il cellulare di una delle vittime

I vigili del fuoco hanno recuperato ieri sera il cellulare di uno dei due operai: era sulla pensilina del gommista Gammicchia dove è precipitato il cestello. Lo smartphone sarà analizzato nel corso dell’indagine.

Via Marturano transennata

Via Marturano da ieri sera è stata transennata. Si dovranno eseguire nei prossimi giorni le perizie sulla gru e il mezzo non sarà spostato fino a quando non saranno terminati tutti gli accertamenti disposti dalla procura. C’è da stabilire se il mezzo utilizzato fosse efficiente e come sia stato possibile che il braccio si sia piegato facendo precipitare i lavoratori.

A tanti ieri sul luogo della tragedia è apparso chiaro che il camion che regge la gru era parcheggiato distante rispetto alla parte di balcone dove gli operai stavano lavorando. I due uomini stavano installando un ultimo pannello sotto il balcone e poi avrebbero completato la manutenzione. I lavori erano iniziati da una quindicina di giorni e metà del lungo balcone dell’attico era stato completato.

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