Le fatture parlavano di attività d’impresa, la strumentazione di bordo raccontava un’altra storia. È partita da questa discrasia l’operazione “Rotta fiscale”, condotta congiuntamente dai finanzieri di Trapani e dalla sezione Operativa Navale per verificare il corretto utilizzo del credito d’imposta per gli investimenti inclusi nel cosiddetto “Bonus Mezzogiorno” per il settore della nautica da diporto.
I dettagli dell’operazione Rotta Fiscale
I finanzieri, dopo un’accurata analisi preliminare delle società beneficiarie del bonus, in estate hanno effettuato una serie di verifiche e scoperto due schemi ricorrenti. “Nel primo – si legge nel comunicato relativo all’operazione -, imbarcazioni dal costo di centinaia di migliaia di euro producevano ricavi del tutto irrisori: un’attività d’impresa solo sulla carta, a fronte di un utilizzo prevalentemente privato; nel secondo, le società proprietarie avevano affidato i natanti in gestione a società terze, trasferendo loro rischi e responsabilità della navigazione, in violazione delle previsioni normative”.
Complessivamente i controlli dei finanzieri hanno permesso di individuare crediti d’imposta non spettanti, indebitamente generati e compensati, per circa 370.000 euro.
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