Home » Sicilia » “Ora!”: la Sicilia dice basta ai trolley e presenta proposte anti emigrazione dei giovani

“Ora!”: la Sicilia dice basta ai trolley e presenta proposte anti emigrazione dei giovani

“Ora!”: la Sicilia dice basta ai trolley e presenta proposte anti emigrazione dei giovani
L’evento a Catania del movimento “Ora!”

“Costruiamo un futuro reale per la Sicilia”: questo l’evento organizzato a Catania dal movimento “Ora!” sul futuro dei giovani isolani

Il movimento politico anti trolley che proprio con le valigie su ruote ha messo in piedi settimane addietro un flash mob a Palermo contro l’emigrazione dei giovani siciliani, ha presentato oggi a Catania lo studio condotto su un campione di 1.150 siciliani di età compresa tra i 18 ed i 40 e cinque proposte per intervenire contro l’esodo. Il movimento è “Ora!”, partito politico “di estremo centro” – come essi stessi si definiscono – lanciato ad ottobre dello scorso anno da Michele Boldrin e Alberto Forchielli. Il luogo è il Palazzo della Cultura di Catania. L’evento, cui hanno partecipato un centinaio di giovani siciliani, si intitolava “Costruiamo un futuro reale per la Sicilia”. In questa occasione è stato presentato lo studio condotto dallo stesso movimento sul campione di oltre mille siciliani unitamente ad altri dati non meno allarmanti ma decisamente utili ai fini di una programmazione politica per la Regione. Tra questi il dato del Cnel che quantifica in circa 61 miliardi di euro la perdita della Regione Siciliana in favore dell’estero del centro-nord Italia.

Una emorragia di siciliani e di Pil

Una emorragia quindi, fatta di giovani siciliani qualificati che abbandonano la terra natia e di miliardi di euro di Prodotto interno lordo perduto. Tra il 2011 ed il 2024, secondo i dati del Cnel pubblicati nel 2025, la Sicilia ha perso 116.000 giovani salutandoli mentre lasciavano l’Isola con il trolley alla mano. Una città capoluogo di provincia scomparsa in poco più di un decennio, volendo fare una proporzione. Di questi 61 miliardi perduti, 16,7 hanno varcato i confini nazionali mentre 44,3 sono stati assorbiti dalle regioni del centro e del nord del Paese. I dati presentati a Palazzo della Cultura quantificano una perdita di Pil annuo pari a 4,5 miliardi di euro.

Nel corso dell’ultimo governo della Regione altri 44 mila siciliani sono andati via

“Il Presidente della Regione Schifani, commentando pubblicamente i dati della nostra analisi, ha scritto che ‘la Sicilia non è una terra condannata a perdere i suoi talenti’  – ha detto Carmelo Abate, membro del Consiglio Direttivo Nazionale di Ora! – e che le istituzioni ‘stanno lavorando per cambiare questa prospettiva’. Lo stesso Schifani che guida la Regione da quasi 4 anni, durante i quali oltre 44.000 giovani siciliani tra i 25 e i 34 anni hanno fatto le valigie”.

Sconforto e delusione

Il dato di partenza fornito da Ora! è netto: il 73% dei giovani pensa che qui le cose non cambieranno mai, l’81% non si aspetta miglioramenti nei prossimi dieci anni, e uno su tre vive già fuori dall’isola. Fuori da un’isola che ha carenza di organico anche nella pubblica amministrazione ma che spesso mette a bando posti di lavoro che ricevono adesioni inferiori al numero dei posti disponibili. “Il presidente Schifani sostiene che bisogna agire – dice Carmelo Abate – ma nel frattempo noi oggi abbiamo presentato come farlo, con numeri precisi e proposte misurabili. 61 miliardi persi non si recuperano con gli slogan sulla speranza, ma con riforme strutturali che qualcuno, fino ad oggi, non ha mai avuto il coraggio di proporre”.

Esperti a confronto con le maniche rimboccate

Sul palco dell’evento etneo si sono confrontati: Davide Bennato, professore di Sociologia dei Media Digitali all’Università di Catania; Marco Romano, professore di Digital Innovation & Transformation Management all’Università di Catania; Giambattista Pisasale, CEO e co-fondatore di Aitho, tech company siciliana. Il dialogo ha messo a confronto il punto di vista della ricerca e quello di chi crea impresa e lavoro sul territorio, confermando dal vivo quanto già evidente dai dati raccolti ed analizzati: la Sicilia forma capitale umano ma manca la domanda di lavoro capace di trattenerlo. Un regalo quindi, fatto di investimento sulla formazione dei giovani cui si unisce le doti personali e caratteristiche come intraprendenza e spirito di adattamento che l’Isola offre ad altre regioni e talvolta ad altre nazioni.

Non solo critiche, il movimento lancia le proprie proposte

Dalla segreteria siciliana di Ora! sono state elaborate e presentate cinque proposte strutturali per intervenire sull’emorragia progressiva di capitale umano e finanziario. Proposte che vertono su attrazione di grandi imprese tecnologiche, tre campus universitari (a Palermo, Catania e Messina), un nuovo modello di sostegno a imprese e start-up, il rilancio degli ITS e una strategia per contrastare la diaspora e valorizzare le competenze dei siciliani. “Per la prima volta proponiamo qualcosa che va oltre lo slogan: obiettivi dichiarati, indicatori misurabili, scadenze precise”, ha spiegato Vincenzo Claudio Piscopo, membro dell’assemblea nazionale di Ora!. Questo, secondo Piscopo, “è il linguaggio che aspetta chi, da troppo tempo, sente solo promesse”.

Generazioni di siciliani disillusi che si sono arresi

Il sondaggio condotto in autonomia da Ora! ha coperto tutte e nove le province. Il metodo non è quello scientifico e certificato dagli istituti demoscopici ma ha un campione vasto per distribuzione geografica, fascia d’età, titolo di studio. Il 33% del campione, dichiara il movimento politico, vive già fuori dalla Sicilia ed il 50% dei soggetti intervistati sostiene che meno della metà dei propri coetanei è rimasta sull’Isola. Il dato più allarmante riguarda forse quel 53% di siciliani tra i 18 ed i 40 anni che sostengono quale causa della partenza non soltanto la mancanza di lavoro ma la mancanza di prospettive di crescita, di carriera. Secondo il 37%, inoltre, in Sicilia competenze e meriti non contano nulla per crescere professionalmente e per il 33% sono clientelismo e raccomandazioni a farla da padrone nel mondo del lavoro siciliano.

Senza speranza non si va avanti, si parte

Il 73% dei 1.150 siciliani intervistati pensa spesso (53%) o sempre (20%) che “qui le cose non cambieranno mai”. Il 20% lo pensa solo a volte. “Noi giovani siciliani non abbiamo più intenzione di aspettare che qualcuno migliori le cose per noi”, ha aggiunto Mattia Catalano, segretario regionale di Ora! Sicilia. “Con Ora! abbiamo deciso di impegnarci per una vera proposta per costruire un futuro reale per la nostra regione. Nei prossimi mesi presenteremo ai cittadini il nostro piano per le amministrative e per le regionali”.


Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp Telegram