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L’Oratorio di San Lorenzo è ora a prova di malfattori

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L’Oratorio di San Lorenzo è ora a prova di malfattori

giovedì 19 Novembre 2020 - 00:00
L’Oratorio di San Lorenzo è ora a prova di malfattori

Da questo tempio palermitano venne rubata, nel 1969, una pala d’altare del Caravaggio, la “Natività”. Adesso la messa in sicurezza, ma la tela non c'è più

PALERMO – Il traffico di opere d’arte vale 9 miliardi di euro nel mondo e soltanto nel nostro Paese si registrano ventimila furti l’anno, 55 al giorno. L’Arma dei Carabinieri emette regolarmente bollettini delle opere d’arte trafugate, dal titolo “Arte in ostaggio – Art held hostage”, che contengono le opere di maggior rilevanza trafugate nel tempo e rappresentano un valido strumento per contrastare questo traffico illecito.

Il turismo d’arte in Italia rappresenta un giro di affari di circa 130 miliardi, dunque ogni misura di sicurezza attuata per proteggere il primo bene comune del nostro Paese è ben accetta. In questo contesto, si inserisce l’innovazione introdotta dalla tecnologia Sunell. Significativo è il caso dell’impianto di tecnologia videoscanner in una delle mete turistiche più belle e di valore di Palermo, l’Oratorio di San Lorenzo, capolavoro gotico della seconda metà del 1500, divenuto famoso nel mondo, purtroppo, proprio per la sottrazione nel 1969 della pala d’altare del Caravaggio, “Natività”, mai ritrovata.

L’Oratorio, in via dell’Immacolata, nel mandamento Kalsa o Tribunali, a pochi passi da corso Vittorio Emanuele, è considerato il capolavoro assoluto del maestro palermitano Giacomo Serpotta, che vi lavorò tra il 1699 e il 1706. Un patrimonio unico oggi ben protetto con un impianto di videosorveglianza Sunell, installato proprio il 17 ottobre 2020, nel giorno del 51° anniversario del furto della tela del Caravaggio.

L’impianto è composto da otto telecamere Ip, sistema Nvr per l’archiviazione delle immagini e monitor per gestire la visualizzazione, live o in play back. Da remoto anche tramite pc, smartphone e App Sunell, per android e iOS. In caso di intrusione, quando scatta l’allarme sonoro, al custode arriva una email di notifica dal sistema Sunell con la foto degli ambienti, per avere il controllo in tempo reale della situazione. Così resta memoria del momento in cui l’atto delittuoso si è verificato.

Le immagini sono conservate sull’hard disk per sette giorni – ha spiegato l’installatore Gaetano Lopez, titolare di una ditta di impianti del capoluogo e colui che ha effettuato l’implementazione – mentre il sistema protegge cinque locali e il cortile interno. Le telecamere sono da quattro mega pixel, perché è la risoluzione ideale studiata per proteggere gli ambienti in questione. La 4K non avrebbe avuto senso”.

Bernardo Tortorici di Raffadali, presidente Amici dei Musei siciliani ha dichiarato: “Siamo molto grati agli sponsor, perché hanno fatto un lavoro di grandissima qualità utilizzando una tecnologia al massimo livello. Ci è sembrato particolarmente significativo fare partire l’iniziativa nazionale della Fidam “DifendiAmo l’arte” da questo luogo e nella ricorrenza del furto del Caravaggio, proprio per tenere alta l’attenzione sul prezioso patrimonio che abbiamo il dovere di tutelare soprattutto in un momento di enorme gravità per la nostra economia e la nostra identità culturale”.

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