Roma, 22 set. (askanews) – “Film di Stato”, il nuovo film documentario di Roland Sejko prodotto e distribuito da Luce Cinecittà è stato designato come candidato agli Oscar 2027 per il Miglior film internazionale dal Centro Nazionale di Cinematografia dell’Albania.
Diretto dal regista italoalbanese interamente con materiali d’archivio d’Albania, il film è uscito nelle sale italiane lo scorso aprile, dopo la prima mondiale alle Giornate degli Autori di Venezia, i festival internazionali di Jihlava e Bafici, la cinquina ai Nastri d’argento, e un’ottima accoglienza della stampa e critica nazionale ed estera. Nella corsa per l’Academy il cinema italiano conta quindi già su un primo titolo di produzione nazionale.
Manuela Cacciamani, ad di Cinecittà, ha commentato: “È un onore grande e una grande gioia avere un film interamente prodotto e distribuito da Luce Cinecittà designato agli Oscar. È un fatto storico, che restituisce a livello internazionale la qualità in primis di un autore come Roland Sejko, che da anni sappiamo essere uno degli autori più acuti e talentuosi nel racconto di storie con l’archivio; poi della produzione documentaria di Luce Cinecittà: un dna culturale, che da decenni racconta agli italiani la nostra storia e le storie del mondo. Un plauso a Roland, alla factory produttiva e creativa del Luce, a tutti i suoi professionisti. E al documentario italiano, una palestra di libertà, che è tra i migliori e più vivi del mondo”.
Per Sejko un riconoscimento importante, dopo il David di Donatello per il Miglior documentario ad “Anjia – La nave”, e “La macchina delle immagini” di Alfredo C., che si è aggiudicato il Nastro d’argento al miglior docufilm. “Accolgo con gioia la scelta di ‘Film di Stato’ come rappresentante dell’Albania agli Oscar – ha detto il regista – è un risultato che condivido con tutti i miei colleghi di Cinecittà che hanno contribuito alla sua realizzazione. Ringrazio il comitato di selezione del Centro Nazionale della Cinematografia d’Albania per la fiducia e l’Archivio del Film d’Albania, che custodisce le immagini su cui il film è costruito”.
Dalla fine della seconda guerra mondiale e per oltre quarant’anni, la storia dell’Albania si intreccia indissolubilmente con quella di un solo uomo: Enver Hoxha, che ha guidato il Paese attraverso alleanze effimere e rotture radicali, fino a condurlo all’isolamento totale. “Film di Stato” racconta quei quarant’anni di regime comunista albanese attraverso le immagini che il potere ha prodotto per raccontare sé stesso. Costruito interamente con materiali d’archivio spesso inediti – film di propaganda ufficiali, riprese dai fondi riservati o privati della nomenklatura – il film è un viaggio in immagini e suoni all’interno di un regime che fece del cinema uno strumento di potere. Cosa sono capaci di raccontare oggi quelle stesse immagini?

