Roma, 27 mag. (askanews) – Il turismo del benessere, come accertato dal Global Wellness Institute, è ormai diventato una scelta culturale, con al centro un cambio di paradigma profondo: viaggiare non per fuggire, ma per ritrovarsi. Non vivere più a lungo, bensì vivere meglio più a lungo, in salute, con maggiore vitalità. È in questo scenario che nasce e si sviluppa il modello Five Dimensions Wellness, il primo brand italiano di ospitalità rigenerativa ideato da Paola Rizzitelli, consulente di Economia del Benessere e autrice del libro ‘F.R.A.M.S. – Le cinque dimensioni del benessere’, che ora presenta un questionario di self-assessment da compilare al check-in e al check-out. Una misurazione concreta dell’equilibrio psico-fisico dell’ospite – prima e dopo il soggiorno – per trasformare ogni permanenza in un atto consapevole di rigenerazione personale, da vivere durante il viaggio e da portare a casa come nuova competenza per la propria quotidianità.
Il modello Five Dimensions Wellness non misura solo il benessere individuale: portando l’attenzione anche sulla dimensione ambientale, mette in relazione l’ospite con il territorio che lo accoglie, stimolando una consapevolezza più profonda del proprio impatto sul contesto naturale e culturale circostante. A supporto di questo approccio, ogni ospite riceve la Guida del Viaggiatore Rigenerativo: un vademecum che illustra come le cinque dimensioni del benessere personale possano tradursi in una ricaduta positiva sul territorio, contribuendo attivamente alla sua rigenerazione.
Un approccio che risponde a una trasformazione già in atto: nel 2024 la wellness economy globale ha raggiunto i 6,8 trilioni di dollari, con il wellness tourism a quota 893,9 miliardi, tra i comparti più dinamici a livello mondiale. L’Italia si posiziona quarta in Europa e decima al mondo, con un valore complessivo di 140,6 miliardi di dollari e un comparto turismo benessere, spa e terme che ha sfiorato i 27 miliardi nel 2024. È il concetto di healthspan a guidare le nuove scelte dei viaggiatori, sempre più orientati verso esperienze che integrano prevenzione, equilibrio mentale e qualità della vita.
Il questionario è uno strumento semplice e accessibile, validato da un comitato scientifico multidisciplinare. È già attivo in via di sperimentazione presso l’Ambasciatori Place Hotel di Fiuggi (FR) e presso Casa Raphael di Roncegno Terme (TN) – dove viene consegnato agli ospiti non coinvolti in percorsi terapeutici – ed è in fase di attivazione al Vojon – Bioagriturismo e Cantina Biologica di Ponti sul Mincio (MN). L’obiettivo è estenderlo progressivamente a tutte le realtà che aderiranno al progetto.
“Molte persone hanno capito che andare in vacanza oggi non significa soltanto prendersi una pausa dalla routine quotidiana – afferma Vincenzo Primitivo, medico-chirurgo esperto in Longevity Medicine, Biohacking & Health Optimization, membro dell’Expert Hub di Five Dimensions Wellness – ma anche un’occasione per migliorare la propria qualità di vita. L’intenzione a volte non è sufficiente: riuscire a valutare tramite test e questionari specifici gli effetti di un soggiorno su vari aspetti del benessere è un passo significativo. Significa far comprendere all’ospite come il proprio equilibrio si ripercuota sulla salute informazioni che possono davvero influenzare lo stile di vita e diventare fondamentali anche da un punto di vista strettamente clinico”.
Misurare il benessere: un’idea semplice, un impatto profondo L’intuizione alla base dello strumento è tanto semplice quanto rivoluzionaria per il settore: non basta offrire esperienze di qualità se l’ospite non è invitato a riflettere su di sé prima e dopo il soggiorno. Il questionario si articola in due momenti distinti. Al check-in, l’ospite fotografa il proprio stato di partenza sulle cinque dimensioni del modello FRAMS – Fisica, Relazionale, Ambientale, Mentale, Spirituale – cuore filosofico e scientifico del brand. Al check-out, risponde agli stessi quesiti, misurando in modo concreto i cambiamenti percepiti e porta a casa consapevolezza nuova di sé.
Un doppio vantaggio: l’ospite viene guidato a scoprire il proprio benessere e a osservarne l’evoluzione nel corso del soggiorno, mentre la struttura ottiene una comprensione più profonda dei bisogni reali dei propri ospiti e dell’impatto concreto dell’esperienza offerta.
“L’obiettivo non è stilare una classifica o certificare uno stato di salute – spiega Paola Rizzitelli – ma fare una cosa semplice e rivoluzionaria insieme: chiedere all’ospite come sta. Davvero. Una struttura dedicata al benessere ha il dovere di farselo raccontare. Ma c’è di più: proporre questo questionario significa anche mettere l’ospite di fronte a domande che raramente si pone. Hai capito cosa ti manca per stare bene? Sei disposto a fermarti un momento per ascoltarti? Sai guardare il tuo benessere nelle sue cinque dimensioni? Trovare il tempo per dedicarsi tempo, sperimentare nuove pratiche e portarle a casa come competenze per la propria quotidianità: è questo che vogliamo che l’ospite scopra, non solo durante il soggiorno, ma anche a casa”.

