Roma, 9 ott. (askanews) – Complici le prime gelate notturne e un clima sempre più instabile, rallenta l’offerta di ortifrutta ma, visto che la domanda resta sostenuta, si alzano i prezzi. Sono le stime dell’osservatorio prezzi del Centro Agroalimentare Roma (CAR), secondo cui gli scambi restano su ottimi livelli, ma con una disponibilità in calo: la produzione estiva è infatti ormai agli sgoccioli, mentre quella autunnale deve ancora entrare a pieno regime. Il risultato è un mercato “ibrido”, in cui le ultime pesche percoche si scambiano a 2,20 euro/kg, i cachi non superano 1,80 euro/kg, e le uve senza semi e pizzutello tengono le posizioni, rispettivamente a 3,30 e 2,70 euro/kg.
Sul fronte orticolo, i primi freddi cambiano la curva dei prezzi: zucchine romanesche in forte ascesa fino a 4 euro/kg, finocchi a 2 euro/kg, radicchio lungo a 1,80. Anche le lattughe e le indivie mostrano un rialzo, segnale che la stagione sta ristabilendo nuovi equilibri di prezzo. Restano stabili i pomodori datterini a 2,80 euro/kg, mentre il rosso siciliano scende a 1,80, complice l’arrivo di prodotto estero.
“È una fase di transizione che mette alla prova la filiera – spiega Fabio Massimo Pallottini, direttore generale del CAR – L’offerta si contrae, la domanda resta solida e i prezzi si riallineano verso l’alto. Ma il dato più interessante è la tenuta complessiva del sistema: il CAR continua a garantire approvvigionamenti regolari e una formazione dei prezzi trasparente, nonostante la volatilità crescente. È il segnale di un mercato maturo, capace di adattarsi con rapidità”.

