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Osservatorio Uiv-Vinitaly: a sorpresa, la Gen Z ama il vino rosso

Osservatorio Uiv-Vinitaly: a sorpresa, la Gen Z ama il vino rosso

NElla scelta si fanno guidare da recensioni su siti e blog

Roma, 26 mar. (askanews) – Se è vero che il Prosecco è il prodotto preferito dai consumatori Millennials in su, a sorpresai giovanissimi della Gen Z preferiscono i vini rossi, che da anni sembrano essere meno amati da chi consuma vino in genere. In prima posizione i giovani preferiscono l’Amarone della Valpolicella, con un tasso di conversione all’acquisto del 68%, seguito da Barbaresco, Taurasi, Bolgheri e Chianti. E’ quanto emerge dal report “Profilo e attitudini dei nuovi consumatori di vino in Italia” dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly, illustrato oggi alla Camera dei Deputati nel corso della presentazione della 58esima edizione della rassegna del vino italiano di Veronafiere (12-15 aprile), vini diversi riescono a conquistare diverse generazioni.

“C’è una sorta di rivincita per i vini rossi, che forse abbiamo dato prematuramente per spacciati – spiega il responsabile dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly, Carlo Flamini – Sono la prova che ogni etichetta può essere quella giusta, se proposta al giusto consumatore. I giovanissimi si dimostrano non solo i più curiosi e inclini alle nuove esperienze ma anche i più aperti ai consigli”.

Stando ai dati della survey, la Generazione Z è infatti quella con la maggiore propensione a lasciarsi guidare nella scelta fuori casa ma anche nell’acquisto online, dove sono i più giovani (61%) a leggere consigli o recensioni su siti e blog, un’abitudine che scende drasticamente già tra i Millennials (38%) e arriva ai picchi più bassi tra la generazione più matura (24%). “L’impatto generazionale nell’attitudine alla sperimentazione – prosegue Flamini – si ritrova anche nella scelta dei formati. Quattro GenZ su 10 comprerebbero il vino in lattina e il 17% quello in pouch, dati che si abbassano rispettivamente al 4% e allo 0% per i Boomer”.

Nel ranking degli under30 i bianchi fanno capolino solo al sesto posto con il Soave, per poi saltare al nono con il Trento Doc. Quest’ultimo fa da trait d’union con i Millennials, che lo mettono in quarta posizione. Al secondo e terzo gradino del podio (dietro al re degli sparkling italiani, scelto da 3 consumatori su 4 nella fascia 30-44 anni) Doc Sicilia e Salice Salentino, mentre il Lambrusco emiliano (in quinta posizione) fa da ponte generazionale verso i Gen X. Tra i 45 e i 60 anni nella top 5 (sempre dopo il Prosecco) ci sono Aglianico del Vulture, Verdicchio dei Castelli di Jesi, Chianti Classico e il Vermentino Sardo, che incrocia i gusti anche degli over 60, che lo piazzano al secondo posto. Tra i Boomer occupa l’ultimo gradino del podio il Primitivo di Manduria (anche al sesto posto per i Millennials e al settimo per la Gen Z), seguito dalle Docg campane bianche (Greco di Tufo e Fiano d’Avellino) e dal Lugana.

Guardando le tipologie, i fermi sono i vini con gli indici di penetrazione più alti in tutte le generazioni, con un totale di 25 milioni di consumatori e picchi oltre il 90% tra i Millennials per bianchi e rossi, ben sopra la quota del 70% anche nella Generazione Z. Per gli spumanti, il Prosecco fa girare i calici di 20 milioni di italiani, ma sono quasi 16 milioni anche quelli che scelgono gli altri spumanti secchi. Le bollicine dolci si fermano a 11,5 milioni, al pari del rosé.