Come ogni anno, il 2 giugno il Presidente della Repubblica ha assistito – tra il compiaciuto e il commosso – alla parata militare e come sempre non sono mancati i giudizi negativi sul significato, sull’utilità e sui costi. Si potrebbe anche dire che non ci sono state tante novità, nella parata, ma ce ne sono state nel mondo intorno a noi, quello che è cambiato è il contesto nel quale si è svolta.
Ottant’anni dalla nascita della Repubblica: un’Italia cresciuta e ancorata ai suoi valori
Ormai è noto a tutti che i cambiamenti che stiamo vivendo non sono transitori, che un nuovo mondo si sta plasmando intorno a noi e che la capacità italiana, ma anche europea, di incidere sull’assetto globale dei prossimi decenni, è molto ridotta. Gli ottant’anni che ci separano dal referendum che decise tra monarchia e repubblica non sono passati invano. Sarebbe sbagliato dire che l’Italia di oggi non ha niente a che fare con quella uscita dalla guerra, perché è sempre quella, ma cresciuta sotto ogni aspetto e ancorata più di quanto non sembri ai valori e alle istituzioni repubblicane. Normalmente possono sembrare parole di circostanza, ma guardando la quantità di corpi civili e militari che hanno sfilato non ci si può non rendere conto di quanti aspetti della vita comune sono presidiati e tutelati ogni istante tutti i giorni. Gli italiani non amano lo Stato, non si fidano e ne conoscono bene i difetti, ma amano la bella vita e la libertà alla quale si sono abituati.
7.000 militari italiani in 40 missioni estere: la difesa che gli italiani non vedono
Un bene comune protetto e difeso, spesso a loro insaputa, da oltre 7.000 militari italiani impegnati in oltre 40 missioni all’estero in Europa, Medio Oriente, Africa e Asia. Il dibattito sulla difesa si è purtroppo polarizzato su posizioni ideologiche, perdendo di vista la situazione nella quale ci troviamo, dimenticando che i piloti dell’aviazione italiana sono schierati a difesa dei confini europei in Bulgaria e nel Baltico, dove incursioni e provocazioni sono quotidiane, e che un attacco, impossibile da escludere, a uno di quei Paesi metterebbe a rischio, non solo la nostra sicurezza, ma il nostro stile di vita.

