Milano, 13 feb. (askanews) – Il Consorzio Doc delle Venezie giudica un passo avanti per il comparto vitivinicolo l’approvazione, da parte del Parlamento europeo, dell’accordo di trilogo sul pacchetto vino, che aggiorna il quadro normativo comunitario con misure di sostegno, semplificazione e competitività. Accanto agli elementi positivi, il Consorzio segnala però la necessità di una chiara definizione merceologica per i vini a bassa gradazione alcolica naturale, oggi privi di uno specifico inquadramento.
Dal punto di vista gestionale, viene ritenuta di rilievo la maggiore flessibilità introdotta per il governo del potenziale viticolo, in particolare nella gestione delle autorizzazioni al reimpianto, dei nuovi impianti e nella possibilità per gli Stati membri di finanziare, quando necessario, misure di crisi. In questa cornice, il Consorzio sottolinea l’importanza del rafforzamento degli strumenti di promozione sui mercati dei paesi terzi e dei sostegni agli investimenti legati all’enoturismo, oltre a una dotazione finanziaria più ampia per iniziative volte a contrastare gli effetti del cambiamento climatico, tema al centro dell’ultimo convegno annuale organizzato a novembre a Trento.
Per quanto riguarda il segmento NoLo, il pacchetto vino, integrando quanto già previsto dal Regolamento (UE) 2021/2117, introduce una terminologia specifica per i vini dealcolati e parzialmente dealcolati, con l’obiettivo di armonizzarne l’uso nei diversi Stati membri e garantire un’informazione più chiara ai consumatori. Nella stessa prospettiva, il Consorzio considera necessario definire una nomenclatura anche per i vini a bassa gradazione alcolica naturale, intesi come vini con tenore alcolico ridotto ottenuti tramite una gestione agronomica mirata del vigneto, senza ricorso a pratiche di dealcolazione.
“Il settore si colloca all’interno di una fase di transizione, determinata dalla convergenza di fattori geopolitici, economici e di mercato che impongono di adeguare il quadro normativo e di ripensare il rapporto tra produzione, territori viticoli e modelli di consumo” ha osservato Stefano Sequino, direttore del Consorzio Doc delle Venezie, aggiungendo che “in tal senso l’approvazione del pacchetto vino segna un passaggio importante verso una regolamentazione più vicina ai fabbisogni della filiera”.
Sequino ha però richiamato l’attenzione sulla crescente domanda di prodotti no e low alcohol: “La maggiore attenzione dei consumatori verso queste tipologie richiede chiarezza normativa e strumenti di comunicazione coerenti, affinché il consumatore possa orientare le proprie scelte in modo consapevole. Riteniamo sia necessario riconoscere e definire i vini a bassa gradazione alcolica naturale, direzione già intrapresa sotto il profilo tecnico-scientifico dal Consorzio e particolarmente indicata per i vini Dop e Igp, che tuttavia oggi non trova uno specifico inquadramento normativo”.
Nelle intenzioni del Consorzio, una classificazione dedicata a questi vini più leggeri dovrebbe inserirsi in una logica di differenziazione dell’offerta: una categoria definita consentirebbe di valorizzarne l’identità merceologica e di garantirne una chiara riconoscibilità in etichetta, mantenendo al tempo stesso la tutela delle denominazioni d’origine e delle specificità produttive legate ai territori.
Il Consorzio Doc delle Venezie, costituito nel 2017, riunisce la filiera del Pinot Grigio del Nordest, includendo in un’unica Denominazione di origine la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, la Provincia Autonoma di Trento e il Veneto. La superficie produttiva raggiunge i 27mila ettari, per una quantità pari a circa 230 milioni di bottiglie. La filiera è composta da 6.141 viticoltori, 575 aziende di vinificazione e 371 aziende di imbottigliamento. La Doc delle Venezie rappresenta oggi l’85% del Pinot Grigio italiano e circa il 43% di quello mondiale, configurandosi come uno dei poli principali per questa tipologia a livello internazionale.

