Il Tribunale di Palermo ha condannato a un anno e quattro mesi di reclusione con provvisionale A.P., 52 anni, accusato di lesioni personali aggravate. L’uomo si è reso responsabile dell’aggressione al presunto amante della moglie, G.L.C. di 33 anni. La sentenza del giudice Carmen Salustro è arrivata in rito abbreviato con pena sospesa, quindi il 52enne che era agli arresti domiciliari è tornato libero.
Il tradimento e l’aggressione
I fatti risalgono allo scorso 17 agosto quando in via Luigi Einaudi, nel quartiere Zen il 52enne si è presentato in casa del 33enne trovando la la moglie 40enne e L.C. “in atteggiamenti inequivocabili”. Dalla lite si è passati ai fatti: secondo quanto aveva raccontato l’imputato, era stato L.C. a colpirlo per prima con un coltello in testa, procurandogli una ferita di dieci centimetri. Quest’ultimo, a sua volta, si sarebbe difeso con il collo di una bottiglia di vetro rotta sul momento. Una versione che non trovò pero conferma, soprattutto perché A.P. non aveva riportato nessun tipo di ferita.
Da quanto ricostruito dagli investigatori invece A.P. si sarebbe presentato a casa del 33enne, nato a Boston ma residente a Palermo, aggredendo in un primo momento la moglie davanti al loro figlio 17enne che si trovava lì in quel momento. G.L.C., intervenuto insieme alla madre per difendere la donna, è stato colpito più volte con un coltello. La vittima è stata portata all’ospedale Villa Sofia con ferite in diverse parti del corpo: al dorso, alla spalla sinistra e al collo mentre alla donna i medici avevano riscontrato un trauma cranico.
L’aggressore dopo il carcere era finito ai domiciliari
Palmo in un primo momento era stato portato in carcere con l’accusa di tentato omicidio, poi il suo legale Loredana Mancino aveva ottenuto i domiciliari ad ottobre dal Tribunale del Riesame. La tesi difensiva affermava che quella del 52enne era stata “legittima difesa”, il giudice però non ha accolto la richiesta dell’avvocato confermando le responsabilità di aggressione e lesioni personali come dimostrato dalla parte offesa, rappresentata dall’avvocato Domenico Cancemi. Adesso l’uomo è stato condannato con provvisionale di 1000 euro e pena sospesa, dovrà risarcire anche la parte civile.
Il cinquantaduenne accusato di maltrattamenti alla moglie
L’aggressione dello scorso agosto avrebbe fatto emergere storie di maltrattamenti familiari. Sei mesi fa la donna quarantenne ha infatti presentato querela, attraverso l’avvocato Annalisa Indorato, alla Procura di Palermo ai danni del marito con il quale è sposata da 25 anni. A.P. ha denunciato maltrattamenti da parte dell’uomo a partire dal 2008, anno di nascita del loro unico figlio (oggi 17enne). Dopo pochi mesi dal parto, secondo quanto raccontato dalla donna, sarebbero iniziate le violenze dell’uomo con schiaffi e pugni che costringevano la moglie a ricorrere alle cure del pronto soccorso. La donna, allora poco più che ventenne, si sarebbe trovata a dover chiedere aiuto al suocero per il mantenimento economico del bambino, dato che l’uomo si sarebbe rifiutato di badare sia alla moglie che al figlio.
Violenza anche in pubblico
Episodi di violenza si sarebbero verificati anche in pubblico: al Foro Italico, in piazza Indipendenza e in via Cappuccini rendendo necessario l’intervento di altre persone. In uno di questi episodi una passante aveva minacciato di chiamare i carabinieri se l’uomo non avesse smesso di picchiare la donna, ma per tutta risposta il pregiudicato disse che alla moglie poteva fare il “ca**o che voleva e che poteva tranquillamente ammazzarla”. Nell’ultimo periodo, la donna avrebbe subito anche minacce di morte dal marito il quale sarebbe stato pronto a prendere una pistola ed uccidere la moglie e la sua famiglia. La quarantenne è stata spinta a denunciare dopo quanto accaduto lo scorso agosto. Ci sono delle indagini in corso per accertare la veridicità di quanto dichiarato dalla donna in sede di denuncia.
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