PALERMO – Sono 10.709 gli alloggi sociali nel capoluogo. Iacp ne detiene circa l’80 per cento. Di questi, gli appartamenti occupati abusivamente corrispondono a 2.784.
In sintesi, un alloggio su quattro è occupato abusivamente. Ci troviamo nei quartieri Zen e Borgo Nuovo. E non solo: anche quelli dello Sperone e del Cep. Quartieri difficili, dove Iacp e Comune hanno intrapreso insieme la battaglia verso la legalità per restituire agli aventi diritto una casa.
Situazione non facile: è di qualche giorno fa la notizia di minacce a una famiglia, che è risultata in regola e alla quale è stato assegnato un alloggio allo Zen. Famiglia che è stata avvicinata da due malviventi per strada, che gli hanno intimato di andarsene, mostrando loro anche una pistola. Fatto per il quale adesso sono in corso le indagini, dopo la denuncia presentata dalla famiglia alla polizia.
Occupazioni abusive e infiltrazioni mafiose
Ormai c’è un meccanismo illegale che è diventato consuetudine: Cosa nostra entra in azione nei momenti che precedono l’assegnazione dell’immobile, occupando abusivamente l’appartamento con la famiglia scelta dalla mafia.
Il prezzo da pagare? Ammonta a circa 20 mila euro a famiglia, che trovandosi senza alternative si prestano anche a diventare complici del clan, quando non hanno disponibilità immediata della cifra da pagare.
Ma non è finita. Spostandosi a Borgo Nuovo, per esempio, un altro fatto di cronaca recente ha visto un appartamento sociale in via Bronte venire prima vandalizzato e poi dato alle fiamme per impedire al Comune di assegnarlo alla famiglia legittima. Ma i malviventi in questo caso non l’hanno avuta vinta perché, in tempi brevi, l’appartamento danneggiato è stato ristrutturato e assegnato a dicembre 2025 a una delle famiglie in regola.
Il piano del Comune e il ruolo dell’assessore Ferrandelli
Si tratta di un fenomeno che è stato accantonato per decenni e che adesso è sotto la lente di ingrandimento di questa Amministrazione comunale. È sceso in campo l’assessore all’Emergenza abitativa, Fabrizio Ferrandelli, che sta monitorando la situazione per contrastare il fenomeno.
L’assessore, intervistato dal Quotidiano di Sicilia, ha fatto sapere che in città solo nel 2025 sono stati restituiti ai cittadini in regola 105 appartamenti che erano stati occupati illegalmente. In passato invece il numero degli appartamenti riacquisiti dal Comune oscillava tra le 10 e le 14 assegnazioni annue.
L’assessore, con l’aiuto del Sispi, ha creato una piattaforma interna che serve ad acquisire informazioni che riguardano i decessi o i cambi di residenza nell’appartamento per monitorare la situazione in tempo reale in maniera che questi immobili vuoti non vengano occupati abusivamente.
“Anche stamattina è stato acquisito nella zona Noce un immobile da parte del Comune, che va ad aggiungersi ai 183 acquisiti dal 2024 a oggi” ha spiegato l’assessore.
Quartieri sotto pressione: dallo Sperone allo Zen
Si tratta di un lavoro rischioso dove Ferrandelli si espone in primo piano, scendendo in campo, per garantire la linea del dialogo con i cittadini. Quando ciò non è possibile viene chiesto il supporto delle Forze dell’ordine.
Dallo Sperone allo Zen, la criminalità organizzata in questi quartieri periferici si è impossessata di interi palazzi dove anche lo spaccio regna per strada. Due quartieri che si trovano in due poli opposti della città.
Da una parte lo Sperone, che si trova nella zona Sud orientale di Palermo, vicino ad alcune spiagge che fino agli anni Sessanta erano adornate di ombrelloni e ora sono abbandonate, “adornate” dai rifiuti. Il mare blu non è balneabile perché è inquinato dagli scarichi delle fogne.
Il quartiere si trova al confine con Brancaccio, il quartiere dove Don Pino Puglisi ha lottato contro la mafia ed è stato ucciso il 15 settembre del 1993, giorno del suo 56esimo compleanno. Allo Sperone tra gli anni Sessanta e Settanta furono costruiti dei palazzoni tutti uguali dall’Istituto autonomo case popolari (Iacp).
Zen, Cep e Borgo Nuovo: storia urbanistica e marginalità
Dall’altra parte della città invece si trova lo Zen, acronimo di Zona Espansione Nord, che sorge sulla Piana dei Colli, un tempo composto da numerosi bagli, ville e borgate agricole. È nel 1969 che Iacp bandisce un concorso per il completamento di un nuovo nucleo residenziale autosufficiente, e successivamente nel 1971 il progetto vincitore è guidato dagli architetti Gregotti, Amoroso, Bisogni, Matsui, Purini.
E ancora, il Cep, acronimo di Centro Espansione Periferica, che sorge nella periferia Nord-occidentale della città alle falde di Monte Cuccio, limitrofo a Borgo Nuovo, altro quartiere che si trova nella sesta circoscrizione. Entrambi i quartieri condividono le stesse problematiche. È qui che Iacp tra la fine degli anni Quaranta e Sessanta del Novecento fece costruire gli alloggi popolari.

