Una nuova notte di violenza a Palermo: tavolini in aria e scazzottata tra un gruppo di circa dieci persone. Il tutto è accaduto in piazza Sant’Anna, all’incrocio con via Cagliari, alle 2 di notte: prima un’accesa discussione poi l’inizio della violenza a colpi di pugni e schiaffi.
In quel momento la maggior parte dei locali era in fase di chiusura e quelle poche persone presenti si sono allontanate per evitare di essere colpiti accidentalmente. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine ma dei protagonisti della rissa non c’erano più tracce
Nonostante le zone rosse che da ottobre sono state istituite dal Prefetto di Palermo e tra queste rientra anche la zona di piazza Sant’Anna dove questa notte si è consumato l’ennesimo episodio di violenza che fortunatamente non ha avuto gravi conseguenze. Solo due settimane fa a piazza Nascé a pochi passi da via Libertà una donna era stata ferita da un colpo di fucile sparato da un ventunenne, Giuseppe Calì, finito in carcere con l’accusa di detenzione abusiva di armi e lesioni.
La versione fornita dall’indagato non convince
La versione fornita da Calì sul ritrovamento del fucile da caccia del 1800, in un cassonetto, non è sembrata credibile agli investigatori e gip Rosario Di Gioia: “L’indagato ha sì ammesso la sua responsabilità, consentendo il ritrovamento dell’arma, ma solo ed esclusivamente dopo che i poliziotti si erano recati presso la sua abitazione e lo avevano invitato a consegnare quanto eventualmente detenuto. L’arma, peraltro, era stata da lui in un primo momento fortemente rivendicata”.
E ancora, osserva il giudice per le indagini preliminari: “L’arma è stata rinvenuta dalla polizia smontata in due parti e tale disassemblaggio mal concilia con la riferita ignoranza di Calì in fatto di armi o comunque lascia intendere che questi possa essere stato aiutato nella dissimulazione della stessa”.
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