Palermo, 5,6 milioni per il recupero del fiume Oreto - QdS

Palermo, 5,6 milioni per il recupero del fiume Oreto

Gaspare Ingargiola

Palermo, 5,6 milioni per il recupero del fiume Oreto

venerdì 19 Giugno 2020 - 00:03
Palermo, 5,6 milioni per il recupero del fiume Oreto

Rimozione delle discariche e dei manufatti abusivi, realizzazione di sentieri e messa in sicurezza. L’intervento interesserà l’area compresa tra la foce del corso d’acqua e il ponte Corleone

PALERMO – Più di 5,6 milioni di fondi europei per rilanciare il fiume Oreto. Certo, non basteranno per dare corpo al sogno di un parco urbano vero e proprio, ma serviranno comunque per un primo intervento di recupero della zona compresa tra la foce e il Ponte Corleone.

La scorsa settimana, infatti, l’assessorato regionale al Territorio e Ambiente ha ammesso a finanziamento un progetto presentato dal Comune di Palermo ed elaborato a marzo 2019 dagli architetti Giovanni Sarta e Gisella Liuzzo per accedere ai fondi dell’azione 6.5.1 del Po Fesr Sicilia 2014/2020. Il progetto prevede la rimozione delle discariche abusive, la demolizione dei fabbricati abusivi, l’eradicazione delle specie infestanti, la sistemazione e realizzazione di sentieri, percorsi di visita e filari di siepi, arbusti e alberi in aree agricole e la loro messa in sicurezza tramite la selciatura e la cordonatura, il drenaggio delle acque, la creazione di staccionate e ancoraggi per funi nei tratti più difficili, la collocazione di cestini per i rifiuti, la realizzazione di ponticelli di legno per l’attraversamento e la posa di segnaletica didattica e direzionale. Sono previste infine la creazione di punti di accoglienza, di un centro di educazione ambientale e di un museo di sculture a cielo aperto e l’organizzazione di seminari, laboratori e campagne di sensibilizzazione.

E non finisce qui perché a questi interventi potrebbero sommarsi le proposte progettuali (ancora in fase di approvazione) da finanziare con i fondi Fai: nel 2018, infatti, l’Oreto si è classificato al secondo posto nella graduatoria dei “Luoghi del Cuore” del Fondo ambiente italiano e ha ottenuto un riconoscimento di 65 mila euro. È il risultato di un lungo percorso iniziato nel 2014 grazie a un video del documentarista Igor d’India, proseguito con la nascita del comitato Salviamo l’Oreto che ha coordinato l’impegno di una trentina di associazioni e culminato nel secondo posto del censimento Fai.

“Un’ottima notizia per il futuro del fiume – ha commentato Paolo Caracausi, presidente della III Commissione consiliare – che, sommata agli altri interventi già previsti come l’eliminazione degli scarichi fognari e gli interventi da realizzare con i fondi del Fai, ritengo possa cambiare volto all’Oreto, da fogna a cielo aperto a luogo naturale e patrimonio della collettività. Il percorso intrapreso due anni fa, che ha visto il coinvolgimento di decine di associazioni ambientaliste, dell’assessore al Territorio e Ambiente Toto Cordaro, dell’assessore Giusto Catania e della III Commissione che mi onoro di presiedere, sta raccogliendo i primi frutti”.

“Si tratta di un traguardo importante”, ha detto Cordaro ricordando “il percorso intrapreso da oltre due anni insieme all’Autorità di bacino, alle amministrazioni di Palermo, Altofonte e Monreale, alle associazioni ambientaliste che fanno parte del Forum e ai tanti cittadini che, sul web, sono stati anima pulsante durante la campagna nazionale per la classifica del Fai sui luoghi del cuore, nella quale il fiume si è piazzato sul podio”.

“Finalmente – ha commentato su Facebook l’assessore comunale all’Ambiente, Sergio Marino – il verde cittadino e le aree protette come Monte Pellegrino stanno diventando oggetto di attenzione politica e sociale”.

Marino ha poi parlato delle prossime mosse dell’Amministrazione: “Dopo i progetti finanziati su iniziativa del Comune (Oreto, Parco Libero Grassi, Gorgo Santa Rosalia a Monte Pellegrino e il progetto sulla Riserva Marina di Capo Gallo inerente il trottoir a vermeti), sarà avviato a breve il percorso per la definizione del Piano di gestione del patrimonio forestale di Monte Pellegrino a cura dell’Università di Palermo. In partenza pure il progetto che vedrà Reset definire il sistema irriguo dei mandarineti della Favorita e il recupero di aree degradate nel territorio cittadino con piantumazioni significative che puntano alla realizzazione di corridoi ecologici che dal mare penetrano nel tessuto urbano cittadino favorendo aria più sana e biodiversità vegetale e animale”.

Marino ha infine anticipato “la costituzione di un tavolo d’informazione e concertazione con le associazioni per discutere delle politiche del verde cittadino, anche con riferimento a eventuali abbattimenti”.

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