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A Palermo si crede nell’impresa, meno negli studi: aumentano le start up, diminuiscono gli universitari

A Palermo si crede nell’impresa, meno negli studi: aumentano le start up, diminuiscono gli universitari
Riunione d’ufficio – Imprese al lavoro. Foto da Imagoeconomica. Di Mattia Calaprice by AI Chat

Il presidente della Camera Commercio Palermo Enna Alessandro Albanese al QdS.it: “Il territorio ha delle potenzialità, ma non possiamo sottovalutare le criticità”

Numeri incoraggianti per Palermo in ottica di imprese, innovazione e occupazione. Lo si evince dall’analisi realizzata dal centro studi dell’Istituto “Guglielmo Tagliacarne” su dati delle Camere di Commercio, che restituisce segnali incoraggianti sul fronte del sistema imprenditoriale, dell’innovazione, del credito e delle dinamiche occupazionali nel capoluogo siciliano, rendendo – almeno in parte – “meno grave” la situazione economica nel capoluogo siciliano.

Crescono le imprese attive a Palermo

Il dato che spicca è la crescita del numero delle imprese attive: un incremento dello 0,5% si è registrato tra settembre 2025 e settembre 2026, in controtendenza rispetto alla flessione nazionale dello 0,8%. Bene, in ambito di innovazione, le start up che sono in aumento del 7%, anche in questo caso superata la media italiana ferma a -5%. Positivo anche l’andamento delle istituzioni iscritte al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, cresciute del 15,7%, rispetto al +10,9% nazionale. Un dato che testimonia la vivacità del tessuto associativo e del Terzo settore nel territorio metropolitano.

Buone notizie anche sul credito: i depositi bancari e il risparmio postale sono aumentati del 6%, contro il +3,5% nazionale. Si segnala nel report anche un 10,3% di crescita per i prestiti alle attività economiche (+2,5 in Italia).

Rimane il problema occupazione

Se da un lato la vivacità imprenditoriale c’è, rimangono gli storici problemi in campo lavorativo. Resta critica, infatti, la situazione degli occupati: -0,8% per Palermo contro un +0,6 in Italia. Aumentano invece le ore di cassa integrazione, che guadagnano un significativo +25%, in controtendenza rispetto alla diminuzione nazionale del 18,7%. Fatica il mercato immobiliare, che registra invece una crescita contenuta delle transazioni normalizzate fermandosi al +1,1%, inferiore rispetto al +4,4% nazionale.

Albanese (Camera di Commercio Palermo Enna): “Dati che confermano potenzialità territorio”

Secondo Alessandro Albanese, presidente Camera di Commercio Palermo Enna, “i dati restituiscono un quadro articolato, nel quale emergono segnali di vitalità del nostro sistema produttivo, soprattutto sul fronte della nascita di nuove imprese, dell’innovazione e dell’accesso al credito. Sono elementi importanti, che confermano le potenzialità del territorio e la capacità di molte realtà imprenditoriali di continuare a investire e creare valore. Allo stesso tempo, non possiamo sottovalutare le criticità che riguardano l’export e l’occupazione. I segnali positivi vanno trasformati in crescita strutturale, rafforzando competitività delle imprese e creando occupazione”.

Male l’istruzione dei giovani, numeri preoccupanti

Se da un lato si può in parte sorridere per i dati incoraggianti sulle imprese dall’altro, spostandoci su temi come istruzione e giovani, la strada da fare è ancora tanta. Secondo sempre il report dell’istituto Tagliacarne sulla Città Metropolitana di Palermo si registra un forte calo delle immatricolazioni: solo il 50% di diciannovenni palermitani si immatricola all’Università. A livello nazionale in un anno il capoluogo ha perso ben ventisette posizioni, scivolando al 96° posto. A pesare sul quadro complessivo è anche l’alto tasso di popolazione tra i 25 e i 49 anni che possiede al massimo la licenza media (34,9%, 104° posto in Italia).

Forte anche il tasso di interruzione precoce degli studi, ma che evidenzia anche importanti segnali di tenuta sul fronte delle discipline scientifiche e del radicamento territoriale. A pesare sul quadro complessivo è anche l’alto tasso di popolazione tra i 25 e i 49 anni che possiede al massimo la licenza media (34,9%, 104° posto in Italia).

Nota positiva arriva, invece, dalla scelta dei corsi Stem (Science, Technology, Engineering and Mathematics), che attraggono il 38,4% degli immatricolati, posizionando Palermo all’80° posto, e dalla ridotta mobilità passiva: solo il 7,6% degli studenti sceglie un ateneo fuori regione, un dato eccellente che colloca la provincia al 7° posto in Italia per capacità di trattenimento dei propri talenti sul territorio regionale.

Albanese; “Il 96° posto per immatricolazione campanello d’allarme per Palermo”

Il dato di Palermo al 96° posto per tasso di immatricolazione universitaria per Albanese “è un campanello d’allarme che non possiamo ignorare, soprattutto se confrontato con la storica tenuta degli anni passati. Questa contrazione, unita a una percentuale ancora troppo elevata di cittadini che si fermano alla terza media, rischia di indebolire la competitività futura della nostra economia”.

Per Albanese, tuttavia, emergono due grandissimi punti di forza da cui ripartire: ossia “l’ottimo orientamento dei nostri giovani verso le discipline Stem, fondamentali per l’innovazione e la transizione digitale, e la straordinaria percentuale di studenti che decide di formarsi nella nostra regione, siamo settimi nella classifica nazionale. Il fatto che i nostri ragazzi scelgano di rimanere in Sicilia – conclude Albanese – dimostra una forte fiducia nelle università siciliane. Dobbiamo far sì che a questo radicamento formativo corrisponda una reale e immediata offerta di lavoro qualificato, per evitare che subito dopo la laurea ci sia un’emigrazione professionale”.

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